Lapam, nasce la categoria del terzo settore


Lapam Confartigianato di Modena e Reggio Emilia ha deciso di rappresentare i numerosi associati appartenenti all’area del cosiddetto terzo settore, attraverso la costituzione di una categoria dedicata. Il variegato mondo delle attività che operano nel sociale è da sempre presente nella base associativa con organizzazioni di volontariato, parrocchie, associazioni sportive e ricreative, onlus, attività di servizi alla persona, scuole materne.

 

“L’ultimo congresso Lapam ha discusso e deliberato tra gli altri un documento sull’impegno e le scelte a favore di un welfare rinnovato in grado di rispondere ai bisogni emergenti della società – commenta Erio Luigi Munari, presidente generale Lapam Confartigianato – La crisi economica ha ulteriormente evidenziato il ruolo del terzo settore organizzato per la tenuta della coesione sociale sul territorio. La scelta di costituire una categoria dedicata alle ‘non imprese’ risiede anche nel riconoscimento di un ruolo economico oltre che sociale del terzo settore che, pur non perseguendo il legittimo profitto dalle proprie attività economiche, crea lavoro, reti di solidarietà e servizi sussidiari alle offerte del pubblico”.

 

Oltre 500 tra enti, cooperative e associazioni sono oggi associate a Lapam Confartigianato e si sono riunite per l’assemblea costitutiva nella quale sono stati affrontati temi di carattere tecnico-normativo specifici del settore come le norme in materia di lavoro e sicurezza per chi opera a vario titolo nello svolgimento delle attività. Al termine cella serata sono stati eletti i condiglieri e il presidente della categoria.

 

“L’impegno di Lapam ha lo scopo di rafforzare il ruolo del Terzo Settore al fine di migliorare la nostra comunità locale – sottolinea Andrea Giusti, presidente Lapam Terzo Settore, poichè le realtà no profit costituiscono una risorsa fondamentale per le comunità. Proprio guardando al futuro Lapam si pone l’obiettivo di conoscere da vicino questo settore per poter identificare e realizzare una rete di servizi strutturati e intercettare attese e valori dei cittadini a cui garantire una migliore qualità di vita. La crisi del sistema sociale ha costretto le amministrazioni pubbliche statali e locali a rivedere priorità e modalità di erogazione dei servizi socio assistenziali, avviando una riflessione sul come favorire l’organizzazione di una rinnovata responsabilità civile, capace di soddisfare domande e bisogni laddove il pubblico, per ragioni diverse, non è più in grado di fornire risposte adeguate”.

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