Landini a Reggio, tra la Fiat e lo sciopero generale


REGGIO EMILIA, 19 GEN. 2011 – Ad una settimana esatta dal referendum Fiat con cui è stato approvato il contratto di Mirafiori, a Reggio Emilia è tempo di riflessioni. "Il fascino discreto del pensiero unico: la democrazia ai tempi di Marchionne": questo è il titolo provocatorio dell’incontro pubblico in programma venerdì 21 gennaio alle 21 nell’Aula Magna dell’Università. Un appuntamento che si propone di analizzare, attraverso la vicenda che ha spaccato la più grande azienda del nostro paese, la sitazione presente e soprattutto futura del lavoro in Italia.L’accordo proposto dall’ammistratore delegato della Fiat, e sottoscritto da Cisl e Uil, rappresenterà infatti un precedente molto ingombrante nelle contrattazioni che d’ora in poi si apriranno. I dipendenti dello stabilimento torinese, con il loro voto, hanno dato il via libera alla sia attuazione, ma il 54% di schede favorevoli conteggiate la notte del 14 gennaio forniscono un quadro molto più complesso di quello che sembra. Considerando solo quelle degli operai, infatti, la situazione sarebbe stata di perfetta parità. E in alcuni dei reparti più toccati dalle nuove disposizioni, come il montaggio, il no ha raggiunto addirittura la maggioranza.Chi da sempre si è opposta alle condizioni volute da Marchionne è stata la Fiom, che adesso – dopo l’approvazione di un contratto che non ha firmato – rischia di sparire da Mirafiori. Ed è per questo che il sindacato ha scelto di continuare a farsi sentire. Lo farà, in grande stile, con uno sciopero generale proclamato per il 27 gennaio. Ma, nel frattempo, anche con numerose iniziative a livello locale che serviranno a prepararlo, proprio come quella di Reggio. All’incontro pubblico sarà presente il segretario nazionale Maurizio Landini, che torna così nella città in cui è nato e in cui ha svolto buona parte della sua attività.Discuterà con lui Paolo Flores d’Arcais, che si è fatto promotore su Micromega, la rivista che dirige, di un appello che appoggia le richieste della Fiom. Perchè "l’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini". A moderare è stato chiamato, invece, Gabriele Polo del Manifesto, un quotidiano da sempre in prima linea nelle battaglie in difesa del lavoro. In questo periodo, però, il giornale fondato nel 1969 è impegnato con tutte le sue forze a difendere anche la propria sopravvivenza, messa in pericolo dai tagli governativi all’editoria. Venerdì sera, chiunque parteciperà all’incontro, potrà decidere di sostenerlo.

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