Lambrusco, buone notizie dall’export


©TrcMODENA, 5 NOV. 2012 – Forse il Chianti e il Barolo possono fare la voce grossa in Italia, ma all’estero il Lambrusco la fa da padrone. Confagricoltura stima che il 60% dei 150 milioni di bottiglie prodotte viene venduta fuori dall’Italia, conquistando anche mercati nuovi, impensabili 20 anni fa quando il vino arrivava solo sulle tavole europee. Ma oggi anche in Australia, Nuova Zelanda, Russia e persino in Brasile, un buon bicchiere di rosso è sempre più amato, e la Cina sempre più mostra di apprezzare l’agroalimentare italiano. E qui il Lambrusco primeggia, forse proprio grazie al fatto di essere meno impegnativo rispetto ad altri calici e più adatto a chi non è abituato al succo d’uva. L’export è aumentato, anche grazie a mirate politiche di marketing che secondo Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena, bisognerebbe adottare anche per le altre eccellenze modenesi, e continua ad aumentare. Invece quest’anno la produzione è calata, dal 3 al 5% a seconda delle zone, spiega la Confederazione italiana agricoltori, meno però rispetto al dato nazionale, che registra un -10%. La siccità ha creato problemi, ma gli agricoltori sono riusciti a irrigare. Da sola Modena riesce a produrre 1 milione e 300mila quintali di uva. E se quindi forse altri vini potrebbero aver difficoltà a rispondere alla domanda, il Lambrusco, anche grazie alle giacenze, è pronto a vincere la sfida, oltretutto con un alta qualità.

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