Lambro, Errani chiede lo stato di emergenza


BOLOGNA, 25 FEB. 2010 – Il Presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani ha chiesto lo stato di emergenza a seguito della presenza di ingenti quantità di olio combustibile versati nel fiume Lambro, in stretto raccordo con la Regione Lombardia. Questo per la grave situazione che si sta profilando nell’arco del Po, nella confluenza del Lambro a nord di Piacenza. Intanto proseguono le attività di cooperazione tra le due Regioni, le Prefetture e le Province interessate, l’Arpa, le Protezioni civili regionali, l’Aipo, i Vigili del Fuoco e l’Autorità di bacino per affrontare la situazione.Fin dalla prima mattina la Protezione civile regionale – ricorda la Giunta – ha messo in stato di allerta tutti i Comuni rivieraschi, fino a Ferrara, per segnalare l’imminente arrivo dell’ingente quantità di combustibile e indicando le precauzioni del caso. Contemporaneamente la Protezione civile ha messo in stato di allerta i punti di prelievo delle bonifiche nella zona Pilastresi e dell’acquedotto di Ferrara. E’ stato definito il piano degli interventi urgenti, d’intesa tra il presidente Errani, il prefetto Luigi Viana e le autorità locali, nel corso di un vertice in Prefettura a Piacenza.Il presidente della Regione si è detto “preoccupato” e ha sollecitato “la massima collaborazione per affrontare situazione e ridurre i danni ambientali”. Il piano è già in esecuzione e riguarda il posizionamento di barriere su cinque punti del fiume in provincia di Piacenza, con l’ausilio dei Vigili del fuoco, del Genio Pontieri dell’ Esercito e dell’Aipo. Successivamente è previsto l’arrivo a Piacenza di speciali attrezzature Skimnner che, abbinate ad auto spurghi già messi a disposizione tramite Enia, provvederanno a estrarre la massa oleosa intercettata dalle barriere. Questa verrà inviata negli appositi siti di stoccaggio provvisorio.Secondo le valutazioni della Protezione civile, non ci sono pericoli imminenti per le persone. Tuttavia, superata la fase di emergenza acuta, verrà attivata un’azione di bonifica degli argini del fiume che risultano imbrattati dalla sostanza oleosa. La Protezione civile è in contatto anche con le Capitanerie di porto, poiché si prevede che nel giro di quattro giorni circa la parte non intercettata di olio combustibile arrivi in mare, interessando le coste sud del Po. Anche in quel caso si provvederà ad azione di bonifica di eventuali quantità di idrocarburi presenti. La Protezione civile proseguirà nelle azioni di emergenza almeno per i prossimi cinque giorni, tempo stimato per il deflusso del combustibile.

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