Lamborghini: 100 nuove assunzioni nel 2013


Continua la crescita di Lamborghini, che con 100 assunzioni di specialisti altamente qualificati, il 10% del totale, ha rafforzato il numero di dipendenti, ora a quota 1.029. Negli ultimi tre anni, nonostante la crisi del settore, sono state 300 le assunzioni a tempo indeterminato e nuovi innesti sono confermati per il 2014. In aumento l’occupazione femminile, con il 30% di ingressi nell’ultimo anno, anche in aree tecniche dell’azienda. E’ cresciuto anche il numero di giovani, neodiplomati e neolaureati, grazie al programma di apprendistato offerto dall’azienda di Sant’Agata Bolognese, che include un percorso di formazione.
Lamborghini, spiega una nota dell’azienda, ha “l’obiettivo strategico di essere sempre più un datore di lavoro attrattivo, sia per il territorio circostante sia per i suoi collaboratori, e lo persegue promuovendo una cultura d’impresa incentrata sulla qualità dei processi, sulla trasparenza e sulla motivazione individuale, al fine di generare valore e di valorizzare l’identità professionale di ciascuno”. “I nostri collaboratori – ha detto il presidente e Ad, Stephan Winkelmann – sono il motore del nostro successo. Crediamo infatti che l’investimento sulla crescita e lo sviluppo dei nostri collaboratori, così come del luogo di lavoro in cui operano ogni giorno, sia un elemento chiave per garantire una continuità di business solida ed etica, incentrata sull’eccellenza e sul miglioramento continuo. Fondiamo la nostra strategia di crescita sostenibile su una precisa responsabilità etica, con attenzione costante al nostro business, alla società e all’ambiente in cui viviamo e l’obiettivo di creare valore nel tempo”.

 

 

L’azienda investe il 25% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo, e anche per questo è in controtendenza rispetto al mercato dell’auto di lusso, stabile, mantenendo un tasso di crescita. Da azienda artigiana, con 250 pezzi all’anno all’inizio del 2000, ha raggiunto quote di venite, nei 47 paesi in cui opera, di 2121 vetture. La superficie della fabbrica di Santagata è passata in 50 anni da 13.000 mq a quasi 80.000. Usa e Cina sono i principali mercati, seguiti da GB, medio oriente e Germania. In Italia si vende solo il 5% “a causa della crisi e di una politica fiscale che penalizza le vetture sopra i 3000 cc.

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