La voce di uno studente dell’occupazione


Sono uno studente che ha preso parte all’organizzazione dell’occupazione, mi preme rispondere alla signora Marinella Barbieri e ribadire alcune istanze.Innanzitutto mi rincresce che sua figlia abbia compreso così poco i reali motivi dell’occupazione, un po’ per errore nostro di comunicazione, un po’ per mancata volontà di approfondimento da parte sua.Ricapitolo in breve: la scuola è stata occupata perché, secondo un gruppo di studenti, le  piccole limitazioni che si sommano una dietro l’altra nell’istituto e che continuano a sommarsi, un pezzettino alla volta, senza quindi suscitare scalpore ai più, ma che nel complesso rendono la scuola sempre più invivibile da parte di chi la vive sei ore tutti i giorni e l’atteggiamento ostruzionista da parte della dirigenza nei confronti delle attività autogestite dagli studenti, monteore in primis (ci sono state fatte proposte temporali e organizzative che compromettevano seriamente la partecipazione e la buona riuscita del monteore stesso, all’interno del quale molti studenti si sono preparati per portare agli altri coetanei argomenti di attualità e di storia recente che non vengono trattati a scuola e che sono fondamentali per la lettura critica del presente di ognuno di noi, dalle quali siamo usciti con una costretta mediazione i quali termini non hanno comunque permesso un soddisfacente svoglimento del monteore) siano dovute alla progressiva aziendalizzazione del sistema scuola, dovuta ai tagli della riforma Gelmini, che mettono le scuole nella condizione di dover basare il proprio sostentamento economico sulla tassa di iscrizione pagati dalle famiglie al momento dell’iscrizione.Questo rende fondamentale l’immagine che la scuola rende alle famiglie e all’opinione pubblica, in modo da accaparrarsi il maggior numero di iscrizioni possibili.Ora il problema sta nel capire quali sono i parametri e i requisiti di questa buona facciata, secondo chi gestisce e dirige gli istituti.Per chi vive la scuola tutti i giorni questo è abbastanza palese: sempre più restrizioni, sempre più controlli e sempre meno spazio alle proposte di autogestione e cogestione della scuola da parte di quegli studenti che non si accontentano della cultura e delle attività curricolari e che vogliono avere spazi dove approfondire e trattare argomenti, per altro non trascurabili, come per esempio il presente e la storia recente.La "scuola modello" è quindi una scuola dove gli studenti devono sempre mantenere ordine e disciplina, non devono mai creare problemi e devono sempre essere d’accordo con le scelte di gestione della scuola stessa, accettando ed accontentandosi in ogni caso.Questo è il clima che prepara la scuola alla futura reale privatizzazione portata da quella che ora è la proposta di legge Aprea, che prevede la possibilità di finanziamenti da parte di privati agli istituti e la loro automatica entrata nel consigli di istituto (si chiamerà consiglio di indirizzo), quindi il loro potere decisionale sulla didattica e sul piano di offerta formativa.Le Magistrali sono state occupate per aprire uno spazio di confronto e di dibattito su tutto questo, altrimenti impossibile.Sono stati fatti errori di comunicazione da parte nostra, ma, se i trecento studenti che si erano detti favorevoli all’occupazione e che si erano dati disponibili ad entrare ed a confrontarsi non fossero stati vittime del terrorismo psicologico attuato dalla dirigenza e da alcuni professori con minacce, per altro false ed infondate, (gli studenti sono stati convocati il giorno prima e minacciati di 5 in condotta, così come il giorno stesso davanti all’istituto queste minacce, ripeto infondate, in quanto nemmeno chi si è preso 28 giorni di sospensione rischia il 5 in condotta, sono state ribadite!) avremmo sicuramente aperto all’interno uno spazio dove sarebbero stati trattati tutti i temi sopracitati e l’esito dell’occupazione sarebbe stato sicuramente molto diverso!Resta il fatto che sicuramente ci sono studenti che hanno dimostrato la loro partecipazione attiva, ormai molto rara tra i giovani, nella vita civile e negli ambienti che tutti i giorni viviamo e che determinano la nostra vita e che hanno fatto emergere le contraddizioni della gestione del sistema scuola, ormai distrutto e degenerato dalle riforme che fino ad oggi lo hanno plasmato.Ci tengo a precisare in ultimo alcune cose molto importanti.La scuola non era chiusa a nessuno, solamente chi si è scagliato con violenza contro le porte per cercare di entrare è stato fatto rimanere fuori e poi in seguito entrare con modalità però di dialogo e non di scontro.Le lezioni erano garantite in quanto il plesso e l’ i.t.i. erano aperti, i professori potevano prendere i registri e fare lezione alla classe, come per altro è anche successo!Molti studenti che protestavano perché volevano fare lezione avrebbero benissimo potuto farla in quanto molte classi disponibile delle succursali sono rimaste vuote e i registri erano disponibili!L’occupazione è stata decisa in un assemblea pomeridiana interna alla scuola, aperta a tutti gli studenti.Non è stata effettuata nessuna assemblea di istituto prima, in cui gli studenti si fossero dimostrati sfavorevoli, al contrario, il parere di molti studenti, poi terrorizzati, era favorevole!Inoltre inviterei la sig.ra Marinella Barbieri, in quanto madre, a non giudicare come disinteressati allo studio e alla crescita personale chi non conosce, in questo caso i rappresentanti di istituto!Non sono stati loro gli organizzatori della protesta ma un intera assemblea di studenti, seria e consapevole.E’ stato facile trovare in loro gli organizzatori e coloro che hanno influenzato gli studenti più giovani per delegittimare l’avvenimento e per creare il capro espiatorio a cui poter infliggere pene esemplari, di esempio per tutti!Non è stato certo piacevole per loro, come lei sostiene, avere questo ruolo nell’opinione pubblica, al contrario, è stato molto pesante psicologicamente.Vi invito a riflettere sulla situazione giovanile di reale partecipazione, interesse e voglia di cambiamento in questa società e in questa scuola sempre più alla deriva.Molti storici sostengono che dopo gli anni 80 la partecipazione attiva dei giovani alla vita civile è calata vertiginosamente.E’ quindi ovvio che sia una minoranza a portare avanti certe istanze e certe volontà di cambiamento, non dobbiamo certo stupirci, dovremmo forse stupirci del perché la maggioranza è solitamente disinteressata ad una reale partecipazione collettiva e sempre più interessata alla propria vita privata, delegando ad altri le decisioni più importanti della vita di questo paese e di tutti noi!Dopo queste sanzioni abbiamo semplicemente imparato che chi ha paura ed ha qualcosa da nascondere reprime, e questo certo non ci fermerà.L.B.

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