La versione di Fausto Tonna


ROMA, 5 APR. 2011 – "Se potessi risarcirei tutti gli investitori fino all’ultimo euro. Ma non ho più niente, mi hanno tolto tutto". Si mostra pentito l’ex direttore finanziario di Parmalat Fausto Tonna sulle pagine di Repubblica, nella prima intervista in cui ripercorre il crac di cui è stato uno dei principali protagonisti. Ma nel contempo non rinuncia ad attaccare: "Io sono l’unico che si è assunto le sue responsabilità, pur non avendo mai avuto deleghe, e chiedo scusa". A Calisto Tanzi Tonna manda a dire che "io non voglio avere rapporti con chi non è capace di assumersi le proprie responsabilità. Io non ho mai scaricato sui miei sottoposti. Non è leale. E’ da vigliacchi". E per quanto riguarda lo Stato, sottolinea che sarebbe potuto "intervenire prima" e avrebbe potuto salvare Parmalat "come ha fatto con altre aziende e come sta facendo adesso a tutela dell’italianità ". Ma questo "non alleggerisce le responsabilità di Tanzi, è da lui che è dipeso tutto quanto". Tanzi, racconta l’ex direttore finanziario, "si è lasciato coinvolgere in attività dispersive per le quali occorreva un’esperienza che non aveva. Il turismo, il calcio, l’informazione". E a un certo punto "proprietà e direzione generale hanno deciso che non volevano uscire coi bilanci in perdita. Che bisognava fare certi aggiustamenti. per sbianchettare abbiamo usato anche il pennello". Ma "nel prospetto informativo dei bond – sottolinea – avevo fatto scrivere che non potevano essere venduti al pubblico. Ho anche i documenti che lo dimostrano". Bisogna chiedere "alle banche" perché siano stati venduti lo stesso. Ma "le banche alla fine, escono sempre bene". Quanto ai rapporti politici "se Tanzi ha pagato politici li ha pagati male, perché nessuno lo ha mai aiutato". "Sperava nell’intervento di una persona che, diceva lui, aveva migliaia di miliardi e sarebbe intervenuta riportando liquidità. Ma o questa persona millantava oppure Tanzi si è fatto illudere".

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