La vecchia, giovanissima Italia


RICCIONE, 27 APR 2010 – Ottocento delegati in rappresentanza di quasi tre milioni di iscritti, quasi trecento invitati, ospiti da 25 paesi. Quando si parla di sindacato pensionati Cgil le cifre volano sempre alte. Ad aprire oggi il diciottesimo congresso dello Spi-Cgil è stata la segretaria generale nazionale Carla Cantone, indicata nei giorni scorsi dal Corriere della Sera come possibile successore di Guglielmo Epifani in contrapposizione alla candidatura finora più gettonata, quella di Susanna Camusso. Una voce smentita seccamente dall’interessata, che si è presentata alla platea dei delegati proprio al fianco del segretario Cgil Epifani.La prima citazione per un’ospite eccezionale, Giovanna Marturano, 98 anni, partigiana medaglia al valor militare, seduta in prima fila. Un congresso fortemente segnato dalla presenza femminile nell’organizzazione che in Italia da sola sta realmente realizzando l’obiettivo della metà dei gruppi dirigenti affidato alle donne.Carla Cantone ha centrato la sua relazione sulla crisi che colpisce lavoratori e famiglie, sui quali tutti gravano i tagli imposti dal governo Berlusconi su sanità, scuola, assistenza, servizi. Gli anziani quindi non come peso per la società ma come possibile risorsa. Una risorsa, una condizione sociale, sulla quale ricostruire un’economia sostenibile, in cui i servizi territoriali sfuggono alla mannaia del mercato lavorativo globale. Una risorsa per ricostruire un dialogo sociale sempre più compromesso dal “nuovo” leghista che avanza; un dialogo tra giovani e anziani, tra immigrati e italiani, tra lavoratori e pensionati, dialogo possibile e “maledettamente concreto”, per usare un’espressione di Carla Cantone.Non-autosufficienza, contrattazione sociale, unità sindacale. Non concetti astratti ma un modo molto concreto di guardare ad un Paese che ha fame di politiche nuove, di soluzioni concrete a problemi concreti, di un nuovo progetto che all’interno della Cgil lo Spi sta affermando in modo originale.Non sono e non saranno tutte rose e fiori. Così come non lo sono state in tutto il tormentato cammino congressuale del più grande sindacato italiano (che a maggio proprio a Rimini celebrerà il suo congresso nazionale). Perché le divisioni tra persone, tra territori, tra categorie sociali si ripercuotono anche all’interno della Cgil e dello stesso Spi.Ma quanto sia importante oggi questo pezzo di sindacato, di cui ben poco tv e stampa parlano, lo testimoniano i tantissimi messaggi arrivati al congresso. Primo e bellissimo quello di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ricorda a tutti che su temi come la legalità “non si può andare in pensione”.O di Teresa Mattei, classe 1921, Comandante di compagnia nelle formazioni partigiane durante la lotta di Liberazione. E’ stata la più giovane eletta alla Costituente e sua fu l’idea di associare la mimosa alla festa dell’8 marzo. “Difendere la Costituzione, difenderla sempre – dice Teresa Mattei – È la legge fondamentale che è alla base della nostra convivenza civile e che preserva l’unità del paese. Quando la votammo prevalse lo spirito di collaborazione tra culture e posizioni politiche molto diverse ed è inaccettabile che qualcuno voglia adesso stravolgerla a maggioranza, favorendo una parte sull’altra”.“Assistiamo oggi all’aumento della disuguaglianza e a orribili negazioni dei diritti. Questo ci suggerisce che la Costituzione va aggiornata nello spirito del ’48 per rafforzare i diritti, la giustizia sociale, l’ uguaglianza tra le persone, riconoscendo il voto agli immigrati, ma anche la piena cittadinanza ai bambini e agli anziani, che molto spesso non vengono ascoltati e non hanno la possibilità concreta di partecipare alle decisioni. Andrebbe a questo proposito rafforzato l’articolo 3, introducendo, accanto al rifiuto delle discriminazioni che riguardano la razza, la religione e la condizione sociale, anche il divieto di discriminare le persone in base all’età. Ed è necessario favorire l’inclusione, garantendo la formazione permanente e la conoscenza delle leggi. Solo così si potranno avere cittadini consapevoli e partecipi, e una società migliore”.

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