La sinistra contro lo sbarramento del 4 per cento


BOLOGNA, 28 GEN. 2009 – I capigruppo di Prc, Sd, Pdci, Verdi e Sdi in Regione criticano a Pd e Pdl il tentativo congiunto nazionale "di modificare la legge elettorale per le Europee con l’introduzione di uno sbarramento del 4% a pochi mesi dal voto": rischia di produrre in Emilia-Romagna – spiegano – "lacerazioni gravi e difficilmente recuperabili" nel confronto "all’interno del centro-sinistra per la scadenza delle elezioni amministrative, in tanti Comuni"."Non è possibile una logica che vede le nostre formazioni politiche utili solo quando servono ad eleggere i sindaci del Pd", proseguono in un comunicato congiunto i capigruppo in Regione di Prc (Leonardo Masella), Sd (Ugo Mazza), Verdi (Daniela Guerra), Pdci (Donatella Bortolazzi) e Sdi (Paolo Zanca). Sono tutte forze politiche che compongono la maggioranza a sostegno della Giunta regionale guidata da Vasco Errani, al quale chiedono se "ne vale la pena". "Le amministrazioni locali di centro-sinistra della nostra regione – continua la nota – rischiano di venire sacrificate e consegnate alla destra nel tentativo disperato di salvare dalla debacle Veltroni e il Partito Democratico: ne vale la pena? Valgono di più 4 o 5 parlamentari europei o le decine e decine di amministrazioni locali del nostro territorio regionale?". La domanda è destinata anche "al segretario regionale del Pd (Salvatore Caronna) e ai candidati sindaci del Pd – attualmente consiglieri regionali – di Bologna (Flavio Delbono), Ferrara (Tiziano Tagliani), Cesena (Paolo Lucchi) e alle decine e decine di candidati sindaci dell’Emilia-Romagna e di candidati alla Presidenza della Provincia".

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