La scuola che non divide


LUZZARA (RE), 17 OTT. 2008 – Un progetto per garantire il diritto all’istruzione ai bambini stranieri e che, allo stesso tempo, evita agli alunni italiani di restare indietro con i programmi scolastici. Lo si sta mettendo a punto nella bassa reggiana, nel distretto scolastico di Guastalla. Coinvolgerà ben otto Comuni e sei istituti comprensivi. Si tratta di un corso di alfabetizzazione, ma non solo, dedicato ai ragazzini da poco arrivati nel nostro Paese e che devono affrontare le scuole elementari o medie senza un bagaglio sufficiente di conoscenze linguistiche italiane. Vi parteciperanno gli alunni stranieri che hanno dai 9 ai 14 anni (la fascia d’età, cioè, che va dalla quarta elementare alla terza media). “Fino a quando la percentuale degli stranieri stava entro il 20 per cento per classe, il problema non c’era”, dice Roberto Ferrari, dirigente scolastico di Luzzara e coordinatore del progetto. “Adesso siamo al 40 per cento – continua -, in molti comuni del distretto gli stranieri sono aumentati vertiginosamente”. E’ stata questa la molla, ci spiega Ferrari, che ha fatto partire l’elaborazione, nel corso della scorsa estate, di un unico centro di accoglienza, fissato a Guastalla, per aiutare le scuole in difficoltà con le “invasioni” di bambini stranieri. Quando questi superano il numero di 5 per classe, finiscono per parlare solo tra loro, e l’italiano si riduce soltanto a mezzo di comunicazione con l’insegnante. Gli alunni neoarrivati frequenteranno un corso ad hoc, dal lunedì al venerdì, di quattro ore. Al sabato saranno di nuovo tra i banchi delle loro scuole d’appartenenza. “Nel corso delle ore di laboratorio linguistico – precisa Ferrari – verranno proposti dei test riguardanti le competenze linguistiche di base. Ci saranno delle prove facilitate anche dall’uso del disegno, e ci saranno dei problemi di tipo logico matematico da risolvere. Le conoscenze logiche sono quelle che diranno maggiormente quale classe sarà la migliore per loro, perché, chiaramente, non ci si può basare solo sulla conoscenza della lingua”. Per ogni alunno straniero, dunque, ci sarà da stabilire la classe in cui iscriverlo e il momento opportuno del suo inserimento. Il corso non avrà comunque una durata superiore ai due mesi. La novità del progetto sta anche nella vastità del territorio in cui si svolge. Oltre a Guastalla ci sono Luzzara, Reggiolo, Novellara, Gualtieri, Poviglio, Boretto e Brescello. All’inizio erano solo le elementari di Luzzara e della frazione di Villarotta ad avere attivati laboratori linguistici. Ora altri sette Comuni potranno usufruire di questo tipo di esperienza. Gli enti locali sono direttamente coinvolti nell’organizzazione e nel finanziamento dell’attività. Guastalla metterà a disposizione le aule per i laboratori e gli altri comuni forniranno il trasporto scolastico oltre che a qualche insegnante complementare. “Per partire manca solo la quantificazione dei costi da parte dei Comuni, e qualche pratica burocratica da sbrigare, ma tra una settimana si comincia”, dice soddisfatto Ferrari.

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