La scuola allo stremo. In ER 881 docenti in meno


BOLOGNA, 7 MAR. 2011 – Meno 881. Sarà drastica la diminuzione di insegnanti nell’anno scolastico 2011-12 in Emilia-Romagna. E i posti in meno da personale Ata saranno 606. Ecco i numeri "dell’emergenza" forniti dalla Flc-Cgil regionale. Un quadro "drammatico", ha detto il segretario Raffaella Morsia, che riduce "allo stremo" l’intero sistema dell’istruzione. A rischio, per il sindacato, il tempo scuola e il numero di alunni per classe, "che non rispetterà i parametri fissati dallo stesso Ministero", visto l’incremento demografico: sono previsti 7.235 alunni in più. "La scuola nella nostra regione ha resistito a lungo alle politiche ostili – ha proseguito Morsia – Ma con queste picconate del Governo, anche qui, dove la realtà è sempre stata solida, sarà impossibile mantenere la qualità del servizio. Siamo pronti a mobilitarci, coinvolgendo l’ufficio scolastico regionale e la Regione". Il taglio dei docenti, ha spiegato il segretario, "é la terza tranche della finanziaria del 2008", che in tre anni ha portato a 3.711 posti in meno, 2.241 per il personale tecnico e amministrativo. "Una scure" che colpirà, soprattutto nel prossimo anno scolastico, la scuola primaria (-534 insegnanti) e le superiori (-319). Le scuole medie perderanno 63 cattedre, mentre quelle dell’infanzia ne avranno 35 in più. Un piccolo aumento, che però, per la Cgil, non servirà a coprire la necessità: "L’anno scorso ci sono stati duemila bambini che non hanno trovato posto nella scuola statale". Sul rapporto alunni-insegnanti, Morsia ha detto anche che i dirigenti scolastici aderenti al sindacato non passeranno sopra alle regole quando ci sarà il rischio di formare classi troppo numerose. Per far fronte alla situazione, il sindacato intende comunque partire dal coinvolgimento dell’ufficio scolastico regionale. Morsia ha però definito "molto grave" che da dicembre l’ufficio sia senza un direttore. La mobilitazione poi passerà dalle manifestazioni del 12 marzo in difesa della Costituzione e della scuola pubblica. Anche nello sciopero generale proclamato per il 6 maggio la scuola "sarà una priorità".

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