La “Sana” e robusta costituzione del biologico


BOLOGNA, 7 SET. 2011 – C’è un mercato che in Italia va forte nonostante la crisi. E’ il biologico, che, nato come moda passeggera, è ormai diventato una vera e propria abitudine di spesa nel nostro paese. Lo confermano la Cia-Confederazione italiana agricoltori e la sua associazione per il biologico Anobio, secondo cui tra gennaio e aprile gli acquisti bio sono cresciuti del 14,6% nei supermercati, dell’11,8% negli ipermercati e del 16,1% nei discount. Rubando, tra l’altro, quote di mercato alle botteghe di quartiere e ai negozi tradizionali, che hanno perso il 46,9% rispetto allo stesso periodo del 2010.Il nostro paese è leader del settore in Europa e gareggia alla pari con colossi come India, Usa e Cina. E probabilmente non è un caso che proprio l’Italia, e in particolare Bologna, sia stata scelta come sede di Sana, il salone del naturale che torna domani in Fiera e che, fino a domenica, ospiterà 532 espositori e più di 200 convegni, facendo da vetrina ad altrettanti prodotti nuovi di zecca. Numeri al di là delle previsioni iniziali che hanno premiato la scelta degli organizzatori di virare la ventitreesima edizione della kermesse verso un format più specializzato e aperto soprattutto alla ricerca e all’innovazione. Le due sezioni principali della fiera, alimentazione e benessere, ospiteranno così buyers da mezzo mondo, dal Brasile al Canada, dalla Germania alla Lituania. In tavola sono due i trend emersi negli ultimi anni. Il ‘bio pronto’, primi e secondi solo da scaldare, dedicati a chi deve mangiare in fretta, per smentire chi pensa che il naturale sia incompatibile con il poco tempo a disposizione. E il ‘bio senza’, la risposta al boom degli ultimi anni di allergie e intolleranze a glutine, latte, uova e lievito. Un mercato in enorme espansione grazie a scoperte inattese come il succo d’agave, che può sostituire lo zucchero e fa anche bene ai diabetici. Non mancheranno grandi classici come creme, fanghi e oli a base naturale: nell’edizione 2011 avranno maggiore spazio i prodotti dedicati ai bambini, per i quali stanno nascendo le prime linee interamente dedicate. Altra novità gli integratori alimentari e i rimedi naturali a base di erbe officinali, un settore che, secondo i dati di Unipro, nel 2010 ha fatto girare 365 milioni con una crescita quintupla rispetto a tutto il settore cosmetico.Al Sana di Bologna ci sarà anche Confagricoltura, che punta sui buyer esteri per far crescere l’export biologico. "I consumatori anche all’estero – spiega in una nota il presidente dell’organizzazione, Mario Guidi, alla vigilia dell’inaugurazione del salone, dove sarà presente con un proprio stand – guardano con interesse crescente a questo comparto, che deve essere in grado di soddisfare le attese e le richieste in aumento; le aziende devono cogliere le opportunità che si aprono all’estero, l’agricoltura made in Italy è sempre stata apprezzata per la qualità, la bontà dei suoi prodotti e deve esserlo sempre più anche per quelli biologici". Guidi ricorda come l’agricoltura biologica abbia mantenuto, anche in questi anni di crisi economica, una stabilità e una crescita positiva, grazie anche agli ingenti investimenti fatti da molte imprese bio ortofrutticole, vitivinicole, olivicole, zootecniche che si occupano anche della lavorazione industriale e puntano ad una produzione dai grandi numeri e ad una presenza più incisiva nella grande distribuzione organizzata e sui mercati esteri.

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