“La Romagna non ruberà la sabbia della Sicilia”


23 MAG. 2011 – Spolpare i fondali della Sicilia per rincalzare le spiagge della Romagna. E’ questo il progetto di un’impresa bolognese che sei mesi ha fa ha chiesto un permesso di sei mesi per poter estrarre sabbia dalle coste di Ragusa. Un’opera di raschiamento che però non piace ai marinai del posto, insorti per tutelare il proprio futuro. Secondo loro, infatti, in pericolo ci sarebbero intere specie ittiche, per via delle uova che insieme alla sabbia verrebbero asportate.La cooperativa di pescatori insorta contro l’arrivo delle ruspe emiliane si trova a Scogliti, nella costa iblea. "Siamo contrari al prelievo di sabbia dal fondale del nostro mare – dice Nino Nicosia, portavoce dei pescatori – perché significa modificare la nostra tipologia di pesca. Siamo in presenza di una sorta di raschiamento della fauna. Asporteranno tutto, anche le uova dell’immensa specie ittica, e sarà la distruzione totale, la morte della pesca da Marina di Acate a Pozzallo. Chi autorizza questo scempio non sa che la nostra attività peschereccia ha una tradizione secolare, ma vogliono eliminarla".L’azienda vista come nemico da sconfiggere si chiama Arenaria srl ed è di Bologna. E’ specializzata in opere di ripascimento, ovvero di ripristino di spiagge erose dal mare e lavora principalmente sul lungo mare della Romagna. In posti in cui la fauna da salvare è quella dei turisti, milioni di bagnanti che ogni estate migrano dal resto d’Italia e anche da fuori. La richiesta di concessione demaniale, della durata di sei anni, è stata presentata dalla Arenaria il 22 dicembre del 2010. Sul via libera, di ora in ora, le ombre si fanno sempre più fitte. Al no dei pescatori si è unito anche il rifiuto del sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, che si è detto pronto "a riscontrare negativamente la richiesta e ad interloquire con la Regione. Il ripascimento di alcune coste del Norditalia comporterebbe la scomparsa di alcune specie ittiche e, di conseguenza, la fine dell’attività della nostra marineria. Non consentiremo questo scempio".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet