La rivolta dei pendolari della Romagna


FAENZA (RA), 20 OTT. 2010 – Stazione di Faenza ore sette e trenta, si sente fischiare, ma non è un treno in transito. Sono i fischietti dei pendolari della romagna, in manifestazione contro i ritardi, corse che mancano, un orario invernale da salti mortali, pulizia carente e un contratto di servizio tra Trenitalia e Regione non rispettato. A far paura, poi, c’è un ulteriore taglio in arrivo alle risorse assegnate al trasporto pubblico, conseguenza delle politiche al risparmio attuate dal ministro Tremonti sulla pelle degli enti locali.I pendolari a Faenza sono circa due migliaia. Denunciano la soppressione dell’Eurostarcity che partiva alle 7 e 45 da Cesena. Chi prendeva quel treno ora si deve alzare mezz’ora prima impiegando mezz’ora in più per arrivare a Bologna. A organizzare la protesta di stamane ci ha pensato il comitato Rombo. "Vorremmo anche vedere ripristinato un treno a lunga percorrenza in un orario tra le 8 e le 9 consenta di arrivare a Bologna in tempo per l’entrata in ufficio", spiega Pascale Buda presidentessa del comitato. "Per la sera, invece, vorremmo maggiori fermate dei treni in partenza da Bologna nell’orario dalle 16 alle 18". Tra i cartelli più ironici, diversi con la scritta: "Con Moretti c’è più gusto ad essere pendolari". A protestare contro le inefficienze del servizio ferroviario c’erano anche i sindaci e gli assessori della Romagna. Col fischietto in bocca si sono uniti ai pendolari il primo cittadino di Faenza Giovanni Malpezzi, l’assessore comunale di Rimini Samuele Zerbini, il vicesindaco di Cesena Carlo Battistini, il sindaco di Forlì Roberto Balzani. Insieme hanno sottolineato il fatto che alla loro richiesta di migliori condizioni di servizio, inviata il 12 luglio, non è seguita nessuna risposta da Trenitalia. Tanto meno sono valse le sanzioni erogate dalla Regione Emilia Romagna per il non rispetto da parte di Trenitalia del contratto di servizio. L’ultima, dello scorso maggio, è di ben 14 miliardi di euro.Tra i manifestanti c’era anche qualche bandiera di Legambiente Emilia-Romagna, che ha aderito ricordando alla Regione la necessità di dirottare fondi per i trasporti da autostrade, raccordi, tangenziali, Pedemontana, Trasversale di Pianura o Alta Velocità "al miglioramento delle numerose lacune del sistema ferroviario locale, soprattutto attorno al nodo di Bologna".

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