La ripresa c’è, ma i ritmi sono lenti


BOLOGNA, 8 NOV. 2011 – L’economia regionale va avanti nella strada della ripresa anche nel primo semestre 2011, ma i ritmi sono ancora quelli deboli del 2010. Lo svela l’aggiornamento congiunturale sull’Emilia-Romagna redatto dalla sede di Bologna della Banca d’Italia. Il miglioramento, secondo lo studio, è dovuto all’andamento delle esportazioni regionali, aumentate del 17% in un anno, un tasso lievemente più elevato di quello del Nord Est e della media nazionale. Ne ha tratto beneficio l’attività industriale, soprattutto nel comparto dei beni intermedi e strumentali. L’espansione della produzione industriale, registrata dal secondo trimestre 2010, ha tuttavia permesso di recuperare solo parte della forte flessione subita con la crisi nel 2008-09. Le informazioni più recenti, disponibili solo per l’area geografica del Nord-Est, indicano peraltro che il recupero si sarebbe interrotto tra agosto e settembre, in concomitanza con il rallentamento della domanda mondiale. I dati del sondaggio su un campione di oltre 200 imprese industriali con almeno 20 addetti, condotto tra fine settembre e prima metà di ottobre, confermano l’espansione del fatturato nella prima parte dell’anno e il progressivo peggioramento dall’estate. Le attese per il quarto trimestre 2011 e il primo 2012 indicano una stagnazione del fatturato. Il 43% delle imprese ritiene inoltre che le prospettive del mercato a 12 mesi si manterranno invariate rispetto a settembre 2011. Il 42 ha riferito un peggioramento, il 15 ha indicato un miglioramento. La dinamica degli investimenti industriali resta negativa: per il 2011 le imprese intervistate hanno confermato la spesa programmata a inizio d’anno (in media circa il -5% in termini reali). Le turbolenze dei mercati finanziari eserciterebbero, per oltre la metà degli operatori, un’ulteriore pressione al ribasso sugli investimenti programmati per il 2012. Nel settore delle costruzioni il quadro congiunturale permane negativo: in base ai risultati del sondaggio su un campione di oltre 50 imprese con almeno 20 addetti, per oltre la metà degli intervistati il valore totale della produzione nel 2011 si collocherebbe al di sotto del livello del 2010, a fronte di un terzo che ha fornito l’indicazione opposta. Le attese per il 2012 delineano comunque un’attenuazione dei ritmi di caduta. La moderata ripresa del settore terziario iniziata nel 2010 é proseguita nella prima parte di quest’anno; anche tale andamento si sarebbe tuttavia arrestato nei mesi estivi. Il comparto del commercio, in particolare, continua a risentire della debolezza del reddito delle famiglie. Nei primi sei mesi 2011, secondo l’indagine di Unioncamere, il valore delle vendite al dettaglio si è ridotto dello 0,5% su base annua, una flessione analoga a quella registrata nel semestre precedente. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, l’occupazione nella prima metà del 2011 è cresciuta dell’1,5% sui 12 mesi. Tuttavia, il numero di occupati è ancora inferiore al livello pre-crisi (-10 mila unità rispetto alla prima metà del 2008). I lavoratori dipendenti sono aumentati del 3,6%; 2/3 dell’incremento è dovuto a contratti a tempo determinato. Le prospettive del mercato del lavoro rimangono incerte. Nel primo semestre 2011 i prestiti bancari hanno continuato a espandersi agli stessi ritmi rilevati a fine 2010 (+4% in giugno). La crescita ha tratto stimolo dalla moderata espansione del credito al manifatturiero, più accentuata per le imprese che producono per l’estero. Nel comparto delle costruzioni i prestiti hanno invece ristagnato sui livelli di dodici mesi prima. Dall’estate il credito bancario ha decelerato (al 2%), a causa della componente rivolta alle imprese. Secondo la Regional Bank Lending Survey (RBLS), condotta nel mese di settembre presso i principali intermediari bancari che operano in regione, dal lato dell’offerta, nel primo semestre del 2011 le condizioni praticate sui prestiti avrebbero registrato un moderato peggioramento. L’inasprimento sarebbe più accentuato per le imprese delle costruzioni, per le quali si sarebbe attestato su livelli prossimi a quelli registrati all’insorgere della crisi economico-finanziaria. In generale, la tendenza all’irrigidimento è confermata anche da circa il 35% delle imprese industriali e dei servizi che partecipano al sondaggio della Banca d’Italia, con riferimento sia all’ottenimento di nuovi finanziamenti sia a un aumento dei tassi e dei costi accessori. Nel secondo trimestre 2011 il flusso di nuove sofferenze è rimasto consistente e pari al 2,3% dei prestiti, un valore storicamente elevato e in linea con quello dei due trimestri precedenti. L’incidenza delle nuove sofferenze sui prestiti è stata maggiore per le imprese (2,6%), soprattutto per quelle che operano nel settore delle costruzioni (3,9%) e inferiore per le famiglie consumatrici (1,5%). Le sofferenze potrebbero crescere a tassi elevati anche nei prossimi mesi a causa dell’andamento delle altre partite anomale (esposizioni incagliate, ristrutturate e scadute), alcune delle quali si caratterizzano per un’elevata probabilità di trasformarsi in sofferenza. E’ proseguita, pur attenuandosi, la flessione della raccolta bancaria sotto forma di depositi (-1,0% a giugno). Le indicazioni dei mesi più recenti confermano questa tendenza. Nel complesso, il risparmio finanziario delle famiglie ha registrato una ricomposizione a favore dei titoli, che, valutati al fair value, sono aumentati del 2,0% a giugno (-0,9 a dicembre 2010), trainati dalla crescita dei titoli di stato italiani (13,7%) e, in misura minore, da quella delle obbligazioni bancarie.

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