La rinascita della Menùa un anno dal sisma


MODENA, 22 MAG. 2013 – A un anno dal terremoto che aveva reso inagibile l’80% delle strutture, la menù di Medolla si rialza. Anzi, come sostengono i titolari, risorge, come la mitologica fenice. Nel giro di alcune settimane saranno completati oltre 30 mila metri quadrati di superficie adibita a stabilimento, ripristinando il 70% del complesso produttivo distrutto. In una delle nuovissime strutture costruite con le più avanzate tecnologie antisismiche, già a metà ottobre dello scorso anno erano ripartite alcune produzioni dell’azienda. La Menù è leader nelle forniture di specialità alimentari destinate alla ristorazione professionale. E la ricostruzione è stata anche l’occasione per riorganizzare buona parte del layout produttivo, implementando i processi lavorativi, organizzativi e logistici. E proprio per migliorare la logistica è in fase di realizzazione un nuovo polo, che comprenderà il reparto di confezionamento, quello delle spedizioni e il magazzino automatizzato dei prodotti finiti. Quest’ultimo, in fase di progettazione, conterrà circa 30 mila posti pallet, circa il doppio rispetto a quello precedente, e garantirà uno stoccaggio più razionalizzato. Il precedente magazzino, quello puntellato dopo il terremoto, è in fase di demolizione. Entro il mese di giugno la produzione sarà ristabilita per circa il 90%: la Menù si sta infatti preparando all’arrivo dell’estate, per riuscire a seguire la stagionalità della campagna e delle coltivazioni. Sul fronte delle strutture alcuni impiegati sono già rientrati negli uffici di Cavezzo, sempre nella Bassa Modenese, mentre a Medolla è stato avviato il cantiere per la costruzione della nuovo centro direzionale, che sarà completato nei prossimi mesi. La Menù è l’unica azienda in Italia e in Europa a utilizzare impianti per la conservazione in asettico delle proprie produzioni: questo consente di mantenere inalterati il gusto, il sapore e il profumo degli alimenti confezionati, simili a quelli del prodotto fresco. Dal terremoto, dunque, un concreto sguardo verso il futuro per l’azienda fondata dalla famiglia Barbieri nel 1932.

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