La ricchezza finanziaria delle famiglie cala anche in Emilia-Romagna


BOLOGNA, 7 GIU. 2011 – La sofferenza dell’economia italiana e internazionale si ripercuote sulla "ricchezza finanziaria" delle famiglie emiliano-romagnole. Il flusso di denaro che hanno destinato ai depositi bancari nel corso del 2010 è infatti diminuito a causa della crisi, dando vita a un "trasferimento verso i consumi". E’ quanto emerge dai dati raccolti dalla sede bolognese della Banca d’Italia sullo stato dell’economia regionale. "La ricchezza finanziaria delle famiglie – ha osservato il direttore felsineo di Bankitalia, Roberto Marchetti – si è ridotta. E’ un caso anomalo" e, rispetto al passato, non si è verificata la consueta "crescita di depositi e risparmio. Forse – ha sottolineato – nel 2010, è aumentato il risparmio postale e assicurativo ma c’é stato – ha aggiunto – un trasferimento della ricchezza finanziaria verso i consumi". In base ai dati raccolti dalla Banca d’Italia, in Emilia-Romagna "a partire da settembre e per la prima volta nel decennio la variazione" relativa ai depositi bancari delle famiglie, "é divenuta negativa; a dicembre la flessione era pari al 5,2%" anche se, poi, "a marzo 2001 il tasso di riduzione dei depositi delle famiglie si è dimezzato, al 2,6%". Quanto ai depositi bancari delle imprese, invece, questi sono cresciuti del 5,5% mentre la consistenza dei titoli in portafoglio è diminuita dell’1,9%. Il dato aggregato dei depositi bancari di famiglie e imprese è risultato in flessione, nel 2010, del 2,3%.

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