La retromarcia di Delbono


BOLOGNA, 25 GEN. 2010 – E’ un’altra giornata di chiarimenti per Flavio Delbono, sempre più imbrigliato in una caso che fino a pochi giorni fa sembrava sotto controllo. Una faccenda che non lo aveva scalfito nel corso della sua campagna elettorale alle scorse amministrative, ma che ora nuovi sviluppi giudiziari rischiano di far diventare una questione spinosa da risolvere. Soprattutto in tempi di una nuova competizione elettorale, stavolta per le regionali."Resto a palazzo d’Accursio anche in caso di rinvio a giudizio", ha detto Delbono sabato escludendo le dimissioni anche se dovesse finire sotto processo per peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata. "Mi difenderò in tutte le sedi", ha spiegato il primo cittadino dopo l’incontro in procura durato cinque ore in cui ha negato di aver ricevuto rimborsi, al tempo in cui era vice presidente della Regione, per viaggi personali con Cinzia Cracchi, anche lei indagata, e all’epoca legata al sindaco da una relazione sentimentale.Oggi alle ore 15 Delbono riferirà in Consiglio comunale "in merito alle vicende che lo hanno coinvolto", si legge in una nota in cui il sindaco annuncia anche che, a seguire, incontrerà la stampa. L’agenda dei giornalisti prevede oggi anche un altro appuntamento, alle 14 nella sede dell’Italia dei Valori di via Amendola. Vi parteciperà la coordinatrice regionale IdV, Silvana Mura che sabato ha fatto capire di aver mal digerito l’atteggiamento troppo sicuro di sé mostrato da Delbono, "Quella frase sul rinvio a giudizio se la poteva risparmiare", ha detto l’ex assessore della giunta Cofferati. Nella conferenza stampa di oggi emergerà la posizione del partito dell’Italia dei Valori in merito all’alleanza col Pd sotto le due torri.La svolta moderata di Delbono è stata apprezzata dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Del Bono dice: ‘Prima la citta”. Noi sottoscriviamo". Il caso Bologna è tra i temi oggi in discussione presso la Direzione del partito. "Si è creato un turbamento che la destra sta strumentalizzando per sfregiare la tradizione del buon governo", ha anche aggiunto Bersani rispondendo alle critiche che da Cazzola e Guazzaloca stanno arrivando all’indirizzo del Pd.Intanto nella lente d’ingrandimento degli inquirenti è finito il Cup 2009, la società che gestisce il centro di prenotazioni sanitarie dell’area metropolitana di Bologna. Qui dalla Regione fu distaccata Cinzia Cracchi come segretaria e sempre qui ottenne alcuni appalti per l’installazione di computer Mirco Divani, a cui è intestato un bancomat dato da Delbono alla Cracchi.

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