La resurrezione del Bologna calcio


BOLOGNA, 27 APR. 2009 – Nella stagione certo non entusiasmante, anzi preoccupante, che il Bologna sta disputando, spiccano i due risultati positivi raggiunti in casa contro le genovesi. Lo scorso marzo è stata la Sampdoria a soccombere, stavolta è toccato al Genoa, che ha subito un secco 2-0, punteggio forse un tantino drastico, ma indiscutibile a proposito di chi dovesse risultare vincitore. Peccato, per i rossoblu, che tra le due vittorie abbiano subito ben 5 sconfitte, compromettendo così la loro classifica in maniera notevolissima, tanto è vero che si è dovuti ricorrere anche al cambio dell’allenatore. Allora cominciamo da qui. Contro i genoani, Papadopulo ha schierato una formazione che poco si differenziava nei nomi da quella messa in campo l’ultima domenica contro il Palermo e sonoramente battuta. Però ha modificato radicalmente l’ispirazione tattica della squadra, riuscendo a portare a casa la vittoria. E’ vero che anche i giocatori hanno giostrato col giusto piglio, senza mai rinunciare a contendere palla e metri di campo agli avversari, secondo il più autentico credo di Papadopulo. L’effetto non è mancato e, raggiunto il 2-0 verso la prima mezzora di gioco, il Bologna ha corso sì qualche rischio, ma neppure tanti se si considera che il Genoa è la quarta forza del campionato. L’allenatore del Bologna ha prima di tutto, pur senza farne esplicito cenno alla vigilia, riconfermato la sua prediletta difesa a tre, corretta però da una vigilanza estrema e continua dei due esterni Zenoni e Valiani, al punto che la linea di retroguardia ha funzionato a cinque comunque ogni volta ce ne fosse stato bisogno. Non solo, anche il reparto dei centrocampisti è venuto spesso in soccorso dei compagni difensori per spuntare il più possibile le armi di attaccanti capaci come Palladino e Milito, cui si è aggiunto Sculli nella ripresa. Si è visto allora un Bologna sovente coperto, efficacemente, con sette/otto giocatori più il portiere dietro la palla. Un immenso Di Vaio ed un più che sufficiente Adailton, fino al momento della sostituzione, erano gli unici a rimanere più avanti in attesa di rifornimenti e di occasioni che, bene o male,hanno portato alle due reti e alle numerose incursioni di Marco Di Vaio. Le tre M del centrocampo,vale a dire Mingazzini, Mutarelli e Mudingay hanno funzionato a meraviglia. Nessuno di loro ha piedi tecnicamente raffinati ma l’apporto offerto in fase di contrasto e di impegno fisico-atletico è risultato stavolta all’altezza di quanto richiesto dalla situazione in cui si trova il Bologna, col belga che ha meritato una citazione particolare. Una situazione che, alla luce dei risultati conseguiti dalle altre squadre concorrenti per la non retrocessione, rimane tutt’altro che tranquillizzante, perché il Bologna rimane terz’ultimo. Ma i tre punti guadagnati col Genoa mutano radicalmente il contesto psicologico e pure un po’ tecnico in cui si muovono i ragazzi di Papadopulo. Dovrebbero favorire una ripresa di fiducia e di contributo atletico espresso con continuità da qui alla fine, per propiziare i tre successi interni nelle partite da disputare e la possibilità di acchiappare qualche altro frutto prezioso in trasferta. Intanto, quasi a mò di mini curiosità, piace segnalare che, col debutto in porta di Roberto Colombo causa l’indisponibilità di Antonioli, il Bologna ha trovato un portiere che rilancia il pallone oltre metà campo e che esce quando necessario a sbrogliare le situazioni pericolose. Dopo diversi anni di Pagliuca e Antonioli ,decisamente “ostili” a queste due figure di gioco, finalmente uno che le adopera a dovere. Dei quindici milioni di euro dispersi tra panchina e tribuna si parlerà una prossima volta. Infatti perché rattristarci oggi con Osvaldo e Bernacci?

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