La Regione tra istruzione e formazione professionale


BOLOGNA, 29 GIU. 2011 – Un percorso unitario che raccorda i percorsi degli Istituti professionali e della formazione professionale rendendoli equivalenti, complementari e capaci di intrecciare i bisogni formativi dei ragazzi e le necessità del mercato del lavoro. Lo ha messo a punto la Giunta della Regione Emilia-Romagna, nella proposta di legge presentata dall’assessore Patrizio Bianchi e approvata dall’Assemblea legislativa. Verrà così realizzato il nuovo sistema regionale dell’istruzione e formazione professionale, su cui via Aldo Moro investe 55 milioni di euro all’anno e che mira a valorizzare la cultura del lavoro e ad assicurare il successo scolastico di tutti i giovani, in particolare nel delicato momento di passaggio dalla scuola media alla scuola superiore.La sfida è prevenire, e in ogni caso ridurre, la dispersione scolastica e l’abbandono, realizzando percorsi flessibili e personalizzati, che possano rimotivare, rafforzare le competenze di base e orientare i ragazzi, anche con percorsi scolastici frammentati, affinché non ci siano giovani in Emilia-Romagna che debbano scontare l’insuccesso scolastico. Dall’anno 2011-2012, dunque, gli studenti diplomati alla scuola secondaria di primo grado potranno iscriversi a un percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore – liceale, tecnica o professionale – oppure ad un percorso unitario di istruzione e formazione professionale di tre anni.I soggetti che gestiranno i percorsi triennali a qualifica saranno gli Istituti professionali che hanno scelto il regime di sussidiarietà e gli Enti di formazione professionale accreditati, che dovranno progettare in modo unitario i percorsi. L’obiettivo è quello di garantire il successo formativo per tutti i ragazzi, e dunque la presa in carico di tutte le specifiche necessità degli studenti che si possono presentare fin dal primo anno. Il nuovo sistema è inserito all’interno della strategia di Europa 2020, una strategia inclusiva fondata sull’investimento sulle persone. Le competenze che i giovani potranno acquisire nel triennio corrispondono alle figure nazionali correlate al Sistema regionale delle qualifiche, e riconosciute dal Sistema europeo delle qualifiche. Sarà inoltre garantito il raccordo fra il sistema nazionale di istruzione e il sistema formazione professionale regionale, per consentire il passaggio degli studenti da un percorso all’altro.In prospettiva si pensa anche ad un quarto anno che consentirebbe ai ragazzi di rientrare nel percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore e arrivare al diploma di maturità frequentando il quinto anno integrativo.Questo sistema, che ha coinvolto parti sociali, enti locali e autonomie scolastiche e formative, si è reso possibile in un quadro normativo che si è evoluto negli ultimi anni. A partire dal 2005, quando il decreto legislativo 226 ha attribuito competenza esclusiva alle Regioni in materia di istruzione e formazione professionale, per continuare con le linee guida del 2007, fino all’accordo dell’aprile scorso tra il Ministero e le Regioni che ha istituito le 21 figure professionali nazionali."La nostra Regione continua ad investire sulla scuola e sulla formazione – ha spiegato in conferenza stampa l’assessore Bianchi – Con la legge approvata oggi, dal prossimo anno scolastico in Emilia-Romagna avremo un nuovo sistema che prevede che i centri di formazione professionale e le scuole di istruzione professionale lavorino insieme per dare ai ragazzi un percorso triennale. Il primo anno sarà nella scuola, e poi ognuno avrà la possibilità di scegliere di continuare nello stesso istituto professionale o di passare nella formazione, con un percorso più orientato al lavoro". "Questo progetto di legge ha avuto un lungo cammino – ha spiegato Giuseppe Pagani, presidente della Commissione scuola e formazione dell’Assemblea legislativa – un percorso fortemente partecipato e che ha avuto la condivisione di tutte le parti sociali, delle scuole e degli enti di formazione professionale".

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