La Regione sposa le critiche al “decreto rinnovabili”


BOLOGNA, 21 APR. 2011 – La Regione Emilia-Romagna condivide le critiche rivolte dal mondo del fotovoltaico al "decreto rinnovabili" sugli incentivi, in particolare per i rigidi tetti alla produzione di energia, che non permettono seri piani di investimento. Critiche che sono già all’attenzione della Conferenza delle Regioni, che riprenderà la prossima settimana il confronto con il Governo. "Sono errori gravi – rileva l’assessore Gian Carlo Muzzarelli – perché proprio il settore dell’energia pulita è uno di quelli in maggiore crescita e che sta offrendo più prospettive occupazionali. Gli imprenditori devono poter investire sapendo di contare su norme certe, incentivi chiari e istituzioni credibili: tutte cose che oggi purtroppo il decreto rinnovabili non assicura". Per Muzzarelli, "la politica degli incentivi non può passare dal troppo al nulla. Ed è evidente che la riduzione delle tariffe incentivanti troppo veloce (oltre il -20% entro il 2011 con progressione mensile) comporta un’estrema difficoltà a redigere piani di investimento con la necessaria certezza". La Regione Emilia-Romagna, ha aggiunto l’assessore, ha chiesto "riduzione graduale degli incentivi fino al 31 dicembre 2012; contenimento delle tariffe entro il 20% a fine 2012, ed entro il 10% per il 2011; niente tetti rigidi alla produzione". Nella definizione dei ‘piccoli impianti’, l’Emilia-Romagna vorrebbe poi "sostituire la taglia fissata di 200 KW con 1 MW, e ricomprendere nella definizione di piccoli impianti anche quelli sugli edifici e quelli integrati con caratteristiche innovative. Senza queste modifiche – ha concluso Muzzarelli – non potrà esserci condivisione del decreto".

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