La Regione si impegna in favore della Cnh


BOLOGNA, 23 LUG. 2009 – La Regione Emilia-Romagna si schiera in difesa della Cnh di Imola,  che l’amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne ha recentemente annunciato di voler chiudere. L’Assemblea legislativa regionale ha approvato ieri sera a maggioranza una risoluzione che chiede alla Giunta di proseguire negli sforzi di concertazione, avviati insieme alle istituzioni imolesi, per chiedere al Governo italiano di richiamare la casa automobilistica torinese agli impegni presi per il mantenimento dei propri stabilimenti. Nel caso specifico, si chiede di promuovere un tavolo nazionale che metta al centro i temi delle "macchine movimento terra" dentro al Piano Industriale Fiat."Con i suoi 454 lavoratori e il notevole indotto – rammentano i 12 consiglieri di maggioranza che hanno presentato il documento – la Cnh di Imola rappresenta una realtà produttiva, la cui tenuta appare assolutamente necessaria". Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, i firmatari della risoluzione ricordano come il 18 giugno scorso, nell’ambito dell’incontro fra Fiat, Governo, Istituzioni territoriali e organizzazioni sindacali, lo stesso Marchionne avesse manifestato l’intenzione di mantenere solide radici in Italia, e il Governo, nella figura del ministro Scajola, si sia impegnato affinché Fiat non chiuda nessun punto produttivo nel nostro Paese. "Un disimpegno della Fiat sul territorio nazionale – si sostiene nella risoluzione – avrebbe l’effetto di dissipare un patrimonio di professionalità, con un forte impoverimento del tessuto imprenditoriale, compreso quello legato all’indotto dei distretti industriali".Anche il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola critica la politica della Fiat. Lo fa dalla Svezia, dove stamattina ha partecipato alla riunione informale dei ministri Ue dell’energia. Dopo aver saputo che il Lingotto ha avviato la Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività nello stabilimento Cnh di Imola, il ministro ha espresso la propria "forte contrarietà per questo atto unilaterale dell’azienda, mentre è in corso il tentativo di individuare soluzioni per dare un futuro industriale al sito e mentre i ministeri dello Sviluppo economico e del Welfare si stanno adoperando per dare risposte alla crisi del comparto automotive". "Mi auguro – ha proseguito il Ministro – che la improvvida decisione di Fiat non pregiudichi la possibilità di proseguire il confronto con tutti i soggetti interessati, con la volontà condivisa di giungere a una soluzione che salvaguardi il patrimonio industriale dell’area".

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