La Regione ristruttura gli alberghi. E il Governo no


BOLOGNA, 25 MAG. 2009 – La Regione Emilia-Romagna mette in campo otto milioni di risorse proprie per finanziare con contributi in conto capitale la ristrutturazione delle strutture ricettive – in particolare alberghi – attraverso la legge 40. L’assessore regionale al turismo Guido Pasi e il presidente della giunta Vasco Errani hanno spiegato che la manovra prevede l’emanazione a breve di un bando e che tramite le province saranno distribuiti i fondi nei prossimi mesi. Il 75% delle risorse sono per il settore privato, il 25% per il settore pubblico ed enti locali per opere di accompagnamento, ad esempio parcheggi. "In una situazione nazionale caratterizzata dall’assenza di risorse per il turismo – ha spiegato Errani ricordando il taglio di 20 mln al bilancio dell’Enit – noi vogliamo dare un segnale forte di sostegno agli investimenti ed agli operatori che credono nel turismo". Il bando – ha osservato infatti il governatore – si inquadra in un quadro più ampio di risorse destinate al turismo: ci sono 24 milioni fra i fondi comunitari Por-Fesr 2007-2013 per le imprese private di commercio, turismo e servizi e altri 40 milioni per gli interventi di parte pubblica, 38 dei quali sono sono già stati selezionati su tutto il territorio regionale. "A queste somme vanno aggiunti i 21 milioni della legge 7 per la promo-commercializzazione – ha aggiunto l’assessore Pasi – Apt, unioni di prodotto, club di prodotto e province avranno a disposizione oltre 21 milioni per le loro politiche. Inoltre, a metà giugno è in calendario una campagna soprattutto attraverso la radio ed i giornali rivolta al mercato italiano del costo di 400 mila euro". Intanto, sul fronte delle prenotazioni per il periodo di Pentecoste, sono andate bene quelle dei tedeschi, meno toccati di altri dalla crisi, mentre si prevede – dopo un aumento del 30% per i russi negli anni passati – un calo analogo dovuto alla svalutazione del rublo. "E’ ovvio che la crisi morde anche il turismo – ha osservato Errani – ma noi contiamo su due aspetti: da una perte sulla tradizionale capacità del nostro sistema di essere flessibile e quindi di tenere conto delle condizioni delle famiglie, dall’altra sulla possibilità di dare qualità mantenendo un ottimo rapporto con il prezzo". Vasco Errani, nella sua veste di presidente della Conferenza delle Regioni, é poi tornato sulla questione per ribadire il giudizio negativo che riguarda non solo la procedura, ma anche la sostanza della politica governativa nel settore turistico. "Non c’é nessun tipo di investimento sul turismo, oltre al taglio di 20 milioni dal bilancio dell’Enit – ha sottolineato – Occorre corrispondenza se vogliamo un grande sistema, servono politiche concertate, dove tutti mettono qualcosa. Qui invece c’é solo il nome, Ministero, ma non la cosa. Questo è il problema, il resto è propaganda e con le passerelle non si risolvono i problemi". Poi Errani ha precisato: "Il giudizio negativo è sull’istituzione Ministero e non su Michela Vittoria Brambilla ed è un giudizio negativo di tutte le regioni che non sono state coinvolte. Pertanto abbiamo chiesto su questo tema un incontro a Berlusconi".

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