La Rai va in onda su Trc e Telereggio. Per una notte


19 MAR. 2010 – “Sarà una manifestazione di parte, ma non di partito”, con la parte in questione rappresentata dal “diritto alla libertà d’informazione contro la censura della par condicio”. Così, ieri, Michele Santoro, fiancheggiato da Marco Travaglio e dal vignettista Vauro, ha presentato a Bologna l’evento del Paladozza, scelto dalla Federazione nazionale della stampa come scenografia della manifestazione per la libertà d’espressione del 25 marzo prossimo. Ci saranno anche Telereggio e Trc-Telemodena, che hanno accolto l’invito della Fnsi e di Usigrai e trasmetteranno la serata in diretta televisiva a partire dalle 21. Si intitolerà "Rai per una notte" e vi parteciperanno Michele Santoro, con la redazione di Annozero, e Giovanni Floris, conduttore di Ballarò. Ospite d’onore sarà invece Daniele Luttazzi “il più proibito, il più osteggiato”, come lo ha definito Santoro. Che nella conferenza stampa di ieri ha sfoderato il meglio del repertorio antiberlusconiano. “Se i fatti messi in risalto dall’inchiesta di Trani sulla Rai e l’Agcom fossero successi negli Stati Uniti – ha detto – sarebbe scoppiato un watergate, che avrebbe portato alle dimissioni automatiche di tutti i protagonisti della vicenda. Negli altri paesi una vicenda di questo tipo non si tollera”. Dichiarazioni che caricano d’attesa l’evento bolognese che, ha spiegato Santoro, sarà un omaggio a tutto quel popolo di senza diritti che avrebbe tanta voglia di ribellarsi e che ne ha tutto il diritto."Io sono convinto che in Italia c’è tanta gente che ne ha piene le scatole di una situazione in cui il diritto soggettivo viene continuamente conculcato – ha detto il giornalista – Avrebbero voglia di urlare questo loro disagio e questo loro dissenso, eppure non possono farlo. Quindi io credo che lavorare contro un abuso di potere contro una sopraffazione, come quella che ha portato a chiudere i programmi di informazione della Rai, sia un modo per rendere omaggio a tutte quelle persone che hanno voglia di affacciarsi alla finestra e gridare ‘ora basta, non ce la faccio più, le cose devono cambiare’".

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