La protesta estrema dei facchini, ore decisive


REGGIO EMILIA, 22 APR. 2011 – L’unica cosa certa è che gli otto lavoratori che da lunedì scorso non mangiano e non bevono fanno sul serio. E non sono intenzionati a fermarsi. In tre sono finiti all’ospedale ieri, e si è temuto per le loro condizioni di salute. La provincia di Reggio Emilia ha convocato per oggi pomeriggio una riunione urgente. Ci saranno i rappresentanti della Snatt Logistica di Campegine e della cooperativa di facchini Gfe. Così come, ovviamente i sindacati, ma anche l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, e i sindaci di Campegine e Castelnuovo Sotto."Noi faremo delle proposte precise, se la Snatt è disponibile ad accettarle bene, altrimenti senza le condizioni è chiaro che i lavoratori sono determinati ad andare avanti con il loro sciopero", dice Marco Barilli segretario provinciale Filt Cgil. Per gli otto lavoratori che si sono tolti cibo e acqua, oggi è il quarto giorno di protesta. I medici e gli infermieri che assistono al presidio, accanto al gazebo allestito davanti alla sede della Snatt, cercano di convincerli ad assumere almeno qualche flebo, in modo da evitare danni alla salute.La Cgil ha spiegato che intraprenderà cause individuali per i 185 operai della cooperativa contro la Snatt. La vicenda è iniziata nel luglio 2010, dopo la firma dell’accordo sindacale che prevedeva l’applicazione del contratto nazionale in Gfe. Snatt (azienda che utilizzava la cooperativa come fornitrice di manodopera) aveva manifestato la volontà di avvalersi di altri subappaltatori, affermando che i costi non erano più sostenibili. Snatt aveva poi riassegnato l’appalto ad altre cooperative in cui sono confluiti parte dei 500 soci lavoratori di Gfe.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet