La prossima volta


25 GIU 2009 – Di fronte alle polemiche suscitate dallo spettacolo dato in piazza dalla destra sassolese durante la campagna elettorale (e cioè il braccio alzato nel saluto fascista) il nuovo sindaco Luca Caselli, ex Alleanza nazionale, cerca di difendersi. Ma la sua difesa assomiglia un po’ al classico arrampicamento su uno specchio perfettamente lucido. “La prossima volta che vedrò qualcuno fare il saluto romano lo denuncerò personalmente”, fa sapere Caselli. Ecco, appunto, la prossima volta.E oltretutto giustifica la “volta precedente”: “Il gesto immortalato dalle fotografie era la risposta goliardica ad una provocazione, nulla di più”. Un saluto fascista però è un saluto fascista, non è che conta una volta un po’ di più e un’altra un po’ di meno, a seconda di come si sente il sindaco quel giorno.E insiste, Caselli: “ Tutto questo non sminuisce la gravità di un gesto che non può e non deve riportare alla mente dei sassolesi ideologie e concetti che, per fortuna, non esistono più”. Insomma, si decida: era una goliardata o era un gesto grave? E poi che quelle ideologie non esistono più lo smentisce la realtà di questi mesi, una realtà fatta in giro per la Penisola di aggressioni razziste di vario genere, di rinascita di gruppi che fanno chiaramente riferimento all’ideologia fascista se non peggio.“Sarò il sindaco di tutti”, dice Caselli e sembra quel politico da varietà che sale sul palco e urla: questa è la città che io amo, senza neanche sapere in che città sia. Se questo è l’inizio ne vedremo davvero delle belle, a Sassuolo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet