La Primula Nera


Paolo Bellini è un nome che meriterebbe un posto nella memoria storica degli italiani al pari di quelli di Giusva Fioravanti o della banda della Magliana. Eppure una delle sue qualità criminale “da camaleonte” sta proprio nell’esser riuscito a passare attraverso gran parte delle vicende terroristico-criminali italiane come un’ombra.Un’ombra su cui accende un luminoso faro il libro di Giovanni Vignali “La primula nera” uscito recentemente nelle librerie e che sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 22 a Gualtieri, presso l’Osteria "La Merla", in via Giadino 23. Presenti l’autore, il giornalista Mike Scullin del Resto del Carlino e l’Ispettore di Polizia Rolando Balugani.Percorrendo con la sua vicenda gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, Paolo Bellini è stato indagato per la strage alla stazione di Bologna, ha trattato per conto dello Stato con Cosa nostra proprio nei mesi delle stragi di Capaci e di via D’Amelio che hanno strappato al Paese i suoi migliori magistrati (Falcone e Borsellino), è stato uno degli ispiratori della stagione delle bombe della Mafia a Milano, agli Uffizi di Firenze e nel centro di Roma. Bellini è anche reo confesso dell’assassinio nel 1975 del giovane militante reggiano di Lotta Continua Alceste Campanile, sul cui omicidio si è arrivati solo di recente a una controversa sentenza giudiziaria.E poi esponente di Avanguardia nazionale e latitante sotto falso nome in Brasile, pilota di aerei e ladro di mobili d’arte.In questa massa di morte e depistaggi ha messo le mani il giornalista Giovanni Vignali con un lavoro di ricerca durato dieci anni. Nato a Reggio Emilia nel 1972, Vignali è stato direttore di “Ultime Notizie Reggio” e ha lavorato all’Unità, Avvenimenti, Giornale di Reggio e Left.“La Primula Nera – spiega la scheda dell’editore Aliberti – racconta come un estremista di destra, sospettato di avere rapporti con i servizi segreti, sia riuscito ad agire in libertà per un trentennio, sfuggendo alle forze dell’ordine in Italia e all’estero, sino a diventare un protagonista di primo piano di cruciali momenti di crisi democratica del nostro Paese”.“Il libro porta alla luce inedite relazioni tra Paolo Bellini ed elementi dell’internazionale nera e della destra parlamentare, e l’affacciarsi nella sua vicenda di depistatori professionisti, di mafiosi e dei servizi segreti. Paolo Bellini si rivela in questo libro non un mero esecutore di omicidi, ma il tragico protagonista di una lunga scia di sangue. Su di lui ci sono ormai molte certezze, ma sono ancora tanti i misteri inaccessibili. Il più grande tra gli interrogativi che non hanno ancora trovato una risposta sicura è il rapporto di Bellini con uomini dell’apparato dello Stato”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet