La posizione della Cgil di Reggio Emilia sulla scuola materna statale di Luzzara “Grisanti Respicio”


13 OTT 2009 – Pubblichiamo il comunicato stampa illustrato oggi nella Camera del lavoro di Reggio Emilia da Anna Valcavi, responsabile della segreteria per le politiche sociali e la contrattazione, da Maria Nella Casali, responsabile della segreteria per le politiche di integrazione, da Ciro Maiocchi, della camera del lavoro di Guastalla, da Mauro Puglia, segretario della Funzione pubblica Cgil, e da Roberto Bussetti, della Flc-Cgil provinciale.La Segreteria della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, in merito alla composizione delle sezioni della Scuola materna statale nel Comune di Luzzara, intende sottolineare questo fondamentale principio nell’esprimere una valutazione complessiva sulle questioni emerse e nell’indicare un possibile percorso di soluzione, a partire dall’avvio della fase di confronto con le Istituzioni preposte.È del tutto evidente la complessità sociale venutasi a determinare nel distretto, a partire dalle dinamiche demografiche, dai processi migratori e all’impatto che questi hanno avuto sulla struttura sociale del territorio. In particolare, il sistema educativo è sottoposto ad una pressione tale da richiedere uno sforzo straordinario da parte delle Istituzioni e di tutti i soggetti sociali, per la ricerca di soluzioni più avanzate, purchè coerenti con i principi di fondo del nostro ordinamento sociale e scolastico. È in questo contesto che si è collocata la legittima protesta espressa dalla comunità indiana di fronte ad una scelta sulla composizione delle sezioni che, oggettivamente, configurava una condizione di discriminazione. Da qui il convincimento della inadeguatezza di percorsi di integrazione che, viceversa, debbono rappresentare prerogativa indispensabile per l’inserimento di tutti i bambini italiani e stranieri a partire dall’ inserimento dei bambini in età prescolare nelle strutture e servizi educativi pubblici. Queste questioni non possono in alcun modo essere eluse. La CGIL ha condiviso queste valutazioni e respinge le accuse di “strumentalizzazione” avanzate da alcuni soggetti nei giorni scorsi.Queste considerazioni in premessa sono essenziali nel formulare, di seguito, alcune proposte che riteniamo debbano orientare la prosecuzione del confronto, tenuto conto degli impegni in questo senso espressi dal Comune e dal Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale:1. E’ certamente significativo lo sforzo compiuto dagli insegnanti che, attraverso progetti di organizzazione didattica-educativa, integrano e valorizzano esperienze di fondamentale importanza; ma oggi la sola definizione di “classi aperte” o “scuola aperta” non è sufficiente a sostanziare e garantire il necessario percorso di ricomposizione delle sezioni in una logica di “sezione mista”. Al fine di poter attuare da subito un percorso di riorganizzazione in tale logica, è necessario prevedere l’aumento di ore di compresenza delle insegnanti nei momenti di maggior frequenza di tutti i bambini della scuola. Vista la struttura organizzativa, l’orario delle insegnanti della scuola statale, ciò potrebbe essere attuato con l’inserimento di operatori (non solo mediatori culturali) che facilitano il lavoro a piccoli gruppi di bambini di entrambe le sezioni in tutti i giorni della settimana e non solo in alcune attività.2. L’Amministrazione Comunale, data l’eccezionalità della situazione che si è determinata e di concerto con la direzione dell’Istituto Comprensivo ed il Collegio docenti, è necessario che metta a disposizione maggiori e straordinarie risorse, disponibili già nella attuale fase dell’inserimento dei bambini. Questo supporto è fondamentale sia per rendere meno gravoso il lavoro delle insegnanti sia per superare la rigida composizione delle sezioni. Questo faciliterebbe la socializzazione, obiettivo prioritario vista l’età dei bambini, ancor prima dell’apprendimento della lingua. La sperimentazione, adeguatamente monitorata, permetterebbe la ricomposizione delle attuali sezioni in un’ottica di scuola aperta, per l’anno scolastico in corso e a garanzia della frequenza per tutto il triennio, per tutti i bambini inseriti. 3. Parallelamente all’avvio del confronto, riteniamo necessario una programmazione dell’offerta educativa che coinvolga la scuola pubblica e paritaria convenzionata, per tutti i bambini di quel territorio, a partire dalla fascia 0-6, per la creazione di un piano complessivo di programmazione di ambito comunale/sovracomunale sulla base di criteri omogenei di accesso e di composizione mista delle sezioni, a garanzia del superamento delle sezioni separate.4. Inoltre, sulla base di queste sperimentazioni, si propone un protocollo in sede distrettuale (programmazione annuale del piano della salute e del benessere) che investa risorse economiche e progettuali con l’obiettivo di promuovere la costruzione di un progetto socio-educativo interculturale sul territorio che coinvolga le autonomie scolastiche, le Amministrazioni Comunali e gli organismi distrettuali, l’Ufficio scolastico Provinciale con l’obbiettivo di ampliare l’offerta della scuola pubblica, anche implementata dall’offerta delle scuole paritarie, individuando parametri quali – quantitativi.La Segreteria provinciale CGIL avanza queste valutazioni con l’intento di far seguire alla protesta il terreno della proposta e della ricerca delle soluzioni, confermando la necessità di un profilo qualitativo alto del confronto. Ritiene indispensabile che queste proposte siano discusse nelle sedi deputate, attuando così un corretto percorso di contrattazione sociale territoriale, secondo quanto demandato dalla Regione Emilia Romagna per le competenze delle Autonomie Locali e del Distretto.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet