“La politica batta un colpo”Le proposte di Cna E-R


BOLOGNA, 14 FEB. 2013 – Un territorio virtuoso quello dell’Emilia Romagna che contribuisce fortemente all’economia del Paese. Lo dicono i numeri: il 7,3% della popolazione, l’8,9% del Pil, l’8,1% delle imprese ed il 9,3% del gettito fiscale. La piccola impresa emiliano romagnola opera in una regione che compie fino in fondo il proprio dovere, ma che risulta estremamente penalizzata da un assetto della finanza pubblica locale che produce una pressione tributaria ormai insostenibile e con vincoli che provocano un costante arretramento di investimenti e competitività. Un dato su tutti: in Emilia Romagna il gettito dell’Irap copre il 33,1% della spesa sanitaria rispetto ad una media nazionale del 28,5%. E per il 2013 la situazione rischia di deteriorarsi ulteriormente: i Comuni dell’Emilia Romagna subiranno un ulteriore taglio di 150 milioni di euro a causa di Spending review e Patto di Stabilità (in media 34 euro per cittadino). Inoltre, il passaggio dall’Ici all’Imu, è costato a famiglie e imprese di questa regione 916 milioni di euro. Cifra a cui si dovranno aggiungere gli effetti degli incrementi di aliquota deliberati dai Comuni per far fronte ai tagli decisi a livello centrale.Così non si può andare avanti. Senza impresa non c’è futuro. La politica deve battere un colpo, non può continuare a nascondersi. Deve modificare regole inique e attuare le necessarie riforme. La prossima sarà una legislatura decisiva per rispondere ai costi economici e sociali creati dalla crisi, per le scelte e le riforme utili a rimettere in moto crescita ed occupazione. Decisiva per le riforme istituzionali e per una rinnovata credibilità della politica. Bene aver rimesso in ordine i conti pubblici nell’ottica della necessaria riduzione del debito pubblico. Ma, col solo rigore a passo di carica non si va lontano. E senza crescita, è difficile far quadrare gli stessi conti pubblici. CNA ritiene che sia giunta l’ora di portare alla ribalta delle decisioni politiche proprio le ragioni della crescita e dell’equità attraverso l’avanzamento dell’intero cantiere delle riforme economiche, istituzionali e sociali per affrontare la crisi di produttività e competitività del nostro Paese. Per questo CNA chiede alla politica di non mettere in “liquidazione le imprese”. L’Emilia Romagna è gran parte del motore economico del Paese, motivo per cui ogni scommessa fondata di ripresa non può che passare dalla ripartenza di questa regione.Da qui la decisione della Direzione di CNA Emilia Romagna di incontrare lunedì 18 febbraio a Bologna (sede CNA Emilia Romagna-Via Rimini 7) i candidati emiliano romagnoli alle prossime elezioni politiche per presentare loro “le ragioni delle imprese”, richieste specifiche che intendono valorizzare questa regione, penalizzata da un federalismo incompiuto e da un assurdo assetto della finanza pubblica, elementi che contribuiscono ad aggravare ulteriormente lo stato di crisi delle imprese e dell’economia emiliano romagnola.Proposte a sostegno del nostro territorio poiché la crescita deve fondarsi su di un assetto territoriale sostenibile e ciò richiede la modifica del Patto di Stabilità per la ripresa degli investimenti, una fiscalità che premi l’efficienza, una maggiore autonomia e competenze ai territori virtuosi e l’introduzione di quei meccanismi come i costi standard che stimolano davvero responsabilità ed efficienza.Nel corso dell’incontro verrà presentata la ricerca effettuata dal Centro Studi Sintesi di Mestre-Venezia su federalismo e impresa.

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