La piastrella valley smette di crescere


Dopo cinque anni di crescita torna il segno meno nell’industria ceramica che registra una battuta d’arresto su produzione e vendite con una flessione del 3% sull’export e del 2,7 circa sul mercato interno, già deficitario. I dati si riferiscono ancora al 2017, ma la stessa tendenza è confermata nel preconsuntivo 2018. E’ quanto emerge dalla conferenza di fine anno di Confindustria Ceramica. I riflessi sul lavoro saranno tangibili già a Natale con ferie di media più lunghe di due settimane e una cassa integrazione che riguarderà circa un mese per 4.500 addetti. Un fermo produttivo deciso per non incidere troppo sulle scorte in magazzino.

Una preoccupante inversione di tendenza causata dalle incertezze internazionali provocate dalla guerra dei dazi e sul fronte interno dalla mancanza di politiche che stimolino gli italiani a investire sull’antisismica.

Le aziende però continuano a investire, anche se utilizzando sempre meno il denaro in cassa, nel 2018 saranno prodotti 410 milioni di metri quadrati di piastrelle. Mentre cresce la concorrenza dei prodotti in plastica o pvc, per contrastarla partirà sui social una campagna sui valori della ceramica.

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