La Perla, trattativa Calzedonia-sindacati al via


BOLOGNA, 16 MAG. 2013 – Dopo che nei giorni scorsi Calzedonia si è fatta avanti per salvare lo storico marchio bolognese dell’intimo La Perla, è comunciata ieri la trattativa con i sindacati. Nell’accordo di massima con Jh Partners, infatti, il colosso veneto ha subordinato l’acquisizione al raggiungimento di un accordo con le organizzazioni dei lavoratori. “Calzedonia – riferisce Giacomo Stagni della Filctem-Cgil – si è impegnata a mantenere e sviluppare la produzione e la progettazione a Bologna. Per farlo intende realizzare investimenti importanti al momento dell’acquisto”. Naturalmente, i sindacati hanno chiesto garanzie sui livelli occupazionali. I manager del gruppo veronese si sono riservati di approfondire la situazione dell’azienda bolognese, puntualizzando, però, che la base di partenza è l’accordo sottoscritto a dicembre, che prevede una forza lavoro tra le 318 e le 360 unità (sulle 590 attuali) e l’impiego degli ammortizzatori sociali. “Bene l’approccio industriale- commenta Stagni, chiaramente, se vogliono rilanciare il marchio, serviranno numeri maggiori”. Su queste premesse, però, la trattativa può andare avanti, tanto che le parti hanno già concordato un secondo appuntamento per il 22 maggio. “Speriamo di concludere positivamente- auspica l’esponente della Cgil- noi vogliamo dare tutela e certezza a tutti i 590 lavoratori, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, incentivi all’esodo o i pensionamenti anticipati”. La discussione con i sindacati si è sviluppata in due parti: al mattino una fase di ‘studio’ e conoscenza in cui Calzedonia ha spiegato perche’ ha inteso puntare su La Perla. “Sono interessati soprattutto alla fascia di prodotto dell’alta qualità – racconta Rossana Carra, della Femca-Cisl – è un segmento che a loro manca. E inoltre hanno anche molto chiaro il livello di investimenti necessario al rilancio del marchio. Sono apparsi attenti ai dettagli di mercato e, del resto, si sono mostrati molto esperti nella relazione di vendita con i clienti”. Ma per al sindacato non dispiace neanche l’idea di avere a che fare con un interlocutore che, a differenza del fondo attuale che governa l’azienda, “non ha il fiato sul collo degli azionisti che pretendono il dividendo. Questo e’ un aspetto che fa la differenza”, sottolinea Carra.Nel pomeriggio si e’ discusso degli ‘strumenti’ da mettere in campo per salvare l’azienda. Una quadra non è facile. E il 22 ci saranno quindi due tavoli: uno sull’idea di Calzedonia di riorganizzazione aziendale, l’altro più “politico” sul tipo di strumenti da adottare. Perche’ è chiaro che difficilmente Calzedonia si puo’ caricare sulle spalle tutta la situazione dell’azienda bolognese così com’è ora. “C’è però grande disponibilita’ di Calzedonia a capire bene le mansioni dei dipendenti, a capire quel che occorre e a discutere a vasto raggio per risolverne le problematiche. Noi abbiamo chiesto tutele per tutti quanti- riferisce la sindacalista Cisl- e anche l’attuale proprietà de La Perla sarà sollecitata su questo da noi”.

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