La Perla contesatra Calzedonia e Scaglia


MILANO, 29 MAG. 2013 – Il tempo stringe per il salvataggio di La Perla: rimane solo una settimana. Martedì prossimo di fronte al giudice di Bologna Maurizio Atzori si saprà in quali mani finirà il noto marchio fondato a Bologna nel 1954 da Ada Masotti e oggi conteso tra Calzedonia e l’ex patron di Fastweb Silvio Scaglia. Nelle ultime ventiquattro ore infatti l’ex numero uno del gruppo di telecomunicazioni si è fatto nuovamente avanti – in precedenza aveva presentato una manifestazione d’interesse – per rilevare l’azienda mettendo sul piatto, secondo indiscrezioni, circa 100 milioni di euro. Ma sul tavolo già c’era un’esclusiva a trattare la vendita con Calzedonia. La nuova offerta targata Scaglia mescola quindi le carte e riapre la partita. Proprio per queste ragioni l’azienda bolognese, che ha confermato "di avere ricevuto un’offerta di affitto d’azienda con successivo impegno all’acquisto da parte di Sms Finance SA", ha inviato "per conoscenza al Tribunale di Bologna" la documentazione e si è deciso di sospendere il tutto fino "all’esito della gara competitiva che si terrà" martedì prossimo. Per poter partecipare alla gara le parti interessate dovranno versare entro lunedì prossimo un deposito di 3 milioni di euro a titolo di garanzia. Mentre a sciogliere ogni riserva il giorno dopo saranno l’azienda emiliana, con l’ausilio dei propri consulenti legali di Latham & Watkins, e il giudice Atzori. Sempre al tribunale di Bologna era stata avviata tre settimane fa, grazie all’accordo raggiunto con i sindacati, la procedura per il concordato preventivo. Un passo che si era reso possibile dopo il via libera all’esclusiva concessa dall’azionista di La Perla, il fondo statunitense Jh Partners, e Calzedonia. Ora si attendono le contromosse mentre per alcuni il gruppo veneto sembrerebbe dato ancora in vantaggio su Scaglia non solo per le sinergie industriali ma anche per le garanzie a tutela dell’occupazione.

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