La Perla, 309 lavoratricinel piano tagli


23 OTT. 2012 – Un lavoratore su due è un esubero. Succede a La Perla, storica azienda di biancheria intima di pregio con seicento dipendenti, quasi tutte donne. Per 309 di loro da ieri si è aperto lo scenario del licenziamento. Visto che la cassa integrazione scade il 14 gennaio, e che le probabilità di un rinnovo non sono così scontate, la proprietà si è messa avanti con le procedure di mobilità, che vanno aperte almeno 75 giorni prima di procedere ai licenziamenti. La decisione ha trovato l’ovvia contrarietà delle lavoratrici, che vedono nei comportamenti dell’azienda un allontanarsi sempre più dalla soluzione alla crisi. Ciò che viene denunciato, come si legge in un comunicato Filctem Cgil, Femca Cisl e UiltaUil, è la mancanza di un piano coerente. "L’azienda ci ha annunciato un piano che non affronta il tema dello sviluppo e degli investimenti finalizzati al recupero del fatturato. Anzi ci viene annunciato un ulteriore taglio dell’offerta e un depauperamento delle capacità progettuali e produttive, che fanno del prodotto de La Perla un prodotto unico al mondo. Così non si affrontano i nodi strutturali delle difficoltà dell’azienda e non si crea una prospettiva”.“Nei prossimi giorni – conclude il comunicato – organizzeremo un’iniziativa pubblica a cui inviteremo le istituzioni e le forze politiche per affrontare insieme la grave crisi di un’azienda storica del bolognese e per chiedere un piano industriale di sviluppo, dire no ai licenziamenti e chiedere la proroga della cassa integrazione speciale”.

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