La Parmalat pronta a diventare francese


PARMA, 18 MAR. 2011 – Il copione in Borsa di Parmalat da un po’ di giorni è lo stesso. Dopo i primi scambi il titolo si impenna, salendo del 5,20% a 2,63 euro. Ieri a farlo schizzare ci ha pensato il gruppo francese Lactalis che ha rastrellato l’11,42 per cento del capitale dell’ex impero di Tanzi. Obiettivo del colosso d’oltralpe, secondo solo alla Danone come dimensioni, è diventare socio industriale di riferimento del gruppo di Collecchio. Lactalils vuole presentare una propria lista in vista del rinnovo del Cda di Parmalat, previsto in aprile. Per questo è interessata ancora all’acquisto di ulteriori azioni. Col colpo in Borsa di ieri, i francesi l’hanno fatta in barba ai fondi esteri azionisti di Parmalat, quelli cioè che ne detengono il 15,3% del capitale e vogliono detronizzare l’Ad Enrico Bondi dalla guida del Consiglio d’amministrazione. I fondi vorrebbero la distribuzione degli 1,4 miliardi accumulati nelle casse di Collecchio, principalmente grazie alle azioni giudiziarie legate al crac.Con un palmo di naso è però rimasto anche Intesa Sanpaolo, azionista di Parmalat con il 2,15 per cento. Mercoledì l’amministratore delegato dell’istituto, Corrado Passera, ha annunciato una lista capeggiata da Bondi. Mossa che ha trovato il plauso del governo, sempre in prima linea quando si tratta di sbandierare la difesa dell’italianità di un’industria.Ora però il destino della Parmalat sembra accomunarsi a quello vissuto da altre realtà italiane, come Invernizzi, Galbani, Cademartori e Vallelata, che sono già marche controllate da Lacatalis.

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