La pace secondo Ovadia


©Trc-TelemodenaMODENA, 7 MAG. 2010 – A lezione di pace da Moni Ovadia. Stamattina alla Tenda 150 studenti modenesi hanno incontrato il grande interprete della cultura yiddish che ha parlato loro di pace e diritti umani, nell’ambito del cartellone di iniziative “Verso la marcia per la pace”, promosso dall’assessorato alla Cooperazione internazionale e dal Tavolo per la pace di Modena.Agli studenti, Moni Ovadia ha ricordato che nessuna guerra potrà mai generare la pace, nemmeno quelle combattute oggi in Iraq e in Afghanistan contro il terrorismo. "E’ come combattere le zanzare con il bazooka – ha spiegato – par far sparire le zanzare bisogna prosciugare la palude, non sparare. Stessa cosa vale per la palude del terrorismo: bisogna prosciugare la miseria. Perché cosa pensiamo che possa fare un giovane che vive con la sua famiglia dividendo una stanza con venti persone? E che attorno a sé ha solo squallore e non vede la luce in fondo al tunnel?".Diverse sarebbero le prospettive se vi fosse il modo di utilizzare in maniera più razionale le risorse impiegate per la guerra. "Migliaia di miliardi di dollari vengono spesi in armi – ha sottolineato l’attore – se venissero spesi in progetti di scala per togliere la miseria si potrebbe davvero immaginare un altro mondo".Ancora più forte la critica dell’attore, musicista e scrittore ebreo ai grandi speculatori finanziari che con i loro “giochi” possono gettare nello sconforto un intero popolo, come sta accadendo in questi giorni alla Grecia. "Il libero mercato è morto prima del comunismo – è il punto di vista di Ovadia – quello che si vede oggi non è libero mercato, è il potere delirante di un pugno di plutocrati autoreferenziali. Potenti che hanno il coraggio di spartirsi bonus miliardari con i soldi del contribuente per poi chiedere all’operaio di essere flessibile. In questo modo si costruisce guerra e quanto successo in Grecia può essere considerato l’epifenomeno di una deflagrazione devastante.""Siamo tornati – ha concluso l’intelletuale – a prima della rivoluzione francese, quando c’erano nobili con privilegi sconci acquisiti per diritto. Nella stessa posizione privilegiata si trovano oggi i gangster che siedono a Wallstreet."

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