La nuova legge urbanistica regionale


E’ passata con i voti del Partito Democratico e l’astensione di Forza Italia la nuova legge urbanistica regionale, che entrerà in vigore dal primo gennaio.
Il Partito Democratico rivendica il lungo confronto che ha portato al testo presentato in aula e parla di svolta storica. La legge taglia cemento prevede il 60% in meno di previsione urbanistica, facendo passare dall’11 al 3% la percentuale di territorio urbanizzato nei comuni. 30 milioni sono destinati alla riqualificazione e all’adeguamento sismico. L’obiettivo è il consumo di suolo a saldo zero, come l’Europa chiede di fare entro il 2050, coniugando tutela ambientale e rilancio edilizio, grazie alla semplificazione.
A sinistra però la legge non piace, il punto di rottura definitivo è stata la bocciatura da parte del Pd di un emendamento che richiedeva un collaudo della legge di 18 mesi, oltre al periodo transitorio di 5 anni, durante i quali i Comuni potranno applicare i piani vigenti. Sinistra italiana ed Mdp hanno votato contro, assieme all’Altra Emilia Romagna. Per Giulia Gibertoni, M5s, “Il saldo zero è promessa che non verrà mantenuta, il suolo diverrà merce di scambio”. Di diverso avviso Cna: “La nuova legge urbanistica può consentire anche al comparto dell’edilizia – che più di tutti gli altri ha subìto le conseguenze devastanti della crisi – di agganciare finalmente la ripresa, traendo nuova linfa dal passaggio dalle vecchie logiche di consumo del territorio ad una strategia fondata sulla rigenerazione e la riqualificazione urbana”.
I punti cardine della legge: tutela del territorio, rispetto per l’ambiente, crescita intelligente, attenzione alla legalità. Sono i punti centrali della legge (“Disposizioni regionali sulla tutela e l’uso del territorio”), che sarà operativa dal 1^ gennaio 2018.

Molti gli obiettivi: al primo posto la riduzione delle attuali previsioni urbanistiche e l’introduzione del principio del consumo di suolo a saldo zero: secondo le stime, con la nuova legge si passa da 250 chilometri quadrati di previsione, sulla base degli attuali strumenti urbanistici, a 70 kmq. Si riduce anche la percentuale di territorio urbanizzato per ogni Comune: dall’11 al 3%.
Sono questi i numeri che certificano il limite all’espansione delle città e spingono verso la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici. Per questo sono già previsti 30 milioni di contributi regionali.

Il freno all’espansione urbanistica è però accompagnato allo sviluppo dell’edilizia residenziale sociale, al sostegno alle imprese in caso di investimenti strategici che puntino alla crescita economica e all’aumento dell’occupazione, alla tutela del territorio agricolo.
Inoltre, per il raggiungimento di questi obiettivi è prevista la semplificazione delle procedure e una forte affermazione dei principi di legalità e trasparenza.

“Oggi è una giornata importante per l’Emilia-Romagna- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Decidiamo di invertire la tendenza e di frenare il consumo di suolo, scegliendo un modello di sviluppo sostenibile. Ci arriviamo dopo una discussione vera, ampia e partecipata fatta nei territori, con le parti sociali, i professionisti, le associazioni e nelle commissioni consiliari con l’apporto di tutti i Gruppi e le forze politiche. Dal mondo del lavoro, dell’impresa e da molti sindaci è arrivato il sostegno a questa legge, nel solco di quel Patto per il Lavoro che ci sta permettendo di crescere e creare occupazione. E il mio grazie va anche a chi ha espresso opinioni differenti e contrarie, perché anche da loro abbiamo preso contributi rilevanti. Il territorio, i luoghi in cui viviamo e che abitiamo sono una risorsa fondamentale per le nostre comunità. Vogliamo portare avanti un’idea di uso intelligente del suolo e il tetto che abbiamo previsto del 3% quale percentuale di territorio urbanizzato nei Comuni ci rende la Regione più avanzata nella sfida contro la cementificazione e l’espansione urbanistica. La nostra ambizione era ed è quella di avere una legge in grado di accompagnare e governare il passaggio culturale verso un modo innovativo di concepire l’ambiente urbano e il territorio, salvaguardando i cittadini e l’ambiente, il tessuto produttivo, l’agricoltura, cioè la competitività e l’attrattività della nostra regione. L’approvazione della legge- chiude il presidente della Giunta- rappresenta quindi una svolta storica”.

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