La nuova Fortitudo riparte da Budrio


BOLOGNA, 10 SET. 2010 – Dal 1996 al 2006 ha vinto due scudetti e ha partecipato dieci finali playoff, ma nell’estate 2010 la Fortitudo ha rischiato di sparire. La società era arrivata sull’orlo del fallimento, sfiorando la radiazione e l’iscrizione alla prima divisione. Ora però, grazie all’unione tra la casa madre, Sg Fortitudo e la Pallacanestro Budrio, può partire per l’avventura. I due patron, Giulio Sacrati e Gilberto Romagnoli, hanno trovato un accordo dopo estenuanti trattative e adesso la rappresentatitva del comune bolognese potrà disputare il prossimo campionato di B2 con le insegne biancoblu, il marchio dell’Aquila sulle maglie e un nuovo nome: Sg Fortitudo Basket.Resta ancora aperta la questione del settore giovanile, ancora in mano a Sacrati e quindi impossibilitato ad uitlizzare il marchio Fortitudo. La Srl ha ancora un sospeso con la federazione, che non permette il passaggio di tesserati. Solo i giovani svincolati potranno transitare nel club di via San Felice. Sono comunque tanti i genitori delle giovani promesse che chiedono di trafesferire i loro ragazzi. E soprattutto, il nuovo proprietario resta in attesa di avere l’approvazinone della Fossa dei Leoni, la storica associazione dei tifosi che non ha approvato l’operazione.Romagnoli ha voluto comunque chiarire le cose fin dall’inizio, e nel presentare le nuove divise ha detto: "Io non sono un patron ma mi sento come il pilota del rimorchiatore che deve riportare la nave in porto, in attesa che arrivi uno meno mediocre di me". Il patron di Budrio ha poi ringraziato gli spnsore della stagione 2010/2011, Conad e Emilbanca: "Abbiamo avuto un grande sostegno, da parte del mondo economico e politico", ha sottolineato prima di ribadire che gli accordi chiusi ieri con Sacrati "sono definitivi: la società dell’antica gestione non utilizzerà più questo marchio". All’ormai ex proprietario Giulio Sacrati, che ha un ingente debito con il Comune, Romagnoli ha voluto fare un "in bocca al lupo" per il futuro. "Ha commesso qualche leggerezza – ha proseguito – che gli è costata molto cara. I denari ce li ha messi. Come ogni imprenditore merita rispetto: ha tentato fino alla fine, non riuscendovi. Vi garantisco che le condizioni in cui si trovava quella Fortitudo non avrebbe permesso a nessuno di uscirne indenne". Invece, guardando al futuro, Romagnoli ha promesso che "prima di un anno mi auguro di ritornare qui per presentarvi il nuovo soggetto. Sulle giovanili si sta ragionando". Molto soddisfatto anche il presidente della "casa madre", Giancarlo Tesini: "Dopo la decisione del Consiglio federale chi avrebbe immaginato che saremmo riusciti a costruire, seppur a livello dilettantistico, questa squadra, che avrà i colori, il marchio e il PalaDozza? Vogliamo ripartire, ispirandoci ai valori ideali della nostra storia, per raggiungere i massimi traguardi dello sport". Ha partecipato alla presentazione anche il vescovo ausiliare, mons. Ernesto Vecchi. "Sono qui perché nel 1901 fu il canonico Mariotti a fondare la società Ginnastica Fortitudo. Oggi si vuole fare qualcosa di diverso, in un mondo dello sport che guarda sempre di più all’autoaffermazione, deve invece essere enfatizzata la sua potenzialità educativa".

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