La nube islandese blocca l’aeroporto Marconi


BOLOGNA, 18 APR. 2010 – Passeggeri accampati dentro l’aeroporto e aerei parcheggiati sulle piste. Non è proprio un tranquillo weekend per chi deve volare. La fitta nube di cenere islandese che si è spostata verso il nord Italia, ha fermato anche i voli dell’aeroporto Marconi di Bologna. Stop forzato almeno fino alle 8 di lunedì 19, come si legge in un comunicato della direzione dello scalo bolognese. Una decisione presa in via precauzionale a causa della nuvola fuoriuscita da un vulcano del sud dell’Islanda, dall’impronunciabile nome: Eyjafjallajokull. Numerosi gli scali del nord Europa chiusi. A Bologna i voli cancellati nella giornata di ieri sono stati 147, di cui 69 in arrivo e 78 in partenza, per un totale stimato di circa 12 mila passeggeri. Molti i disagi per i passeggeri, costretti tra la scelta di tornare a casa oppure di spostarsi con altri mezzi: macchina o treno. Per quanto riguarda le ferrovie Trenitalia ha comunicato il potenziamento dei Frecciarossa. Il traffico sui binari procede senza ritardi, gli unici inconvenienti sono, in stazione a bologna, le code alle biglietterie e l’assalto alle prenotazioni per un posto a sedere sui treni ad alta velocità. La società che gestisce l’aeroporto Marconi ricorda che rimangono attivi tutti i servizi di informazione e assistenza a terra dei passeggeri. La situazione è in continua evoluzione – sottolinea la nota – e quindi la società consiglia i passeggeri in partenza di contattare l’ufficio informazioni dell’Aeroporto (051-6479615), visitare il sito internet alla pagina ‘voli di oggi’, oppure contattare la compagnia aerea con cui si è programmato il viaggio, per verificare lo stato del proprio volo e informarsi su eventuali rimborsi o sostituzioni di biglietto.Per quanto riguarda i diritti dei viaggiatori, l’associazione Federviaggio, che riunisce una serie di tour operator, ricorda che il regolamento Ue stabilisce per tutte le compagnie aeree che operano su scali dell’Unione l’obbligo di assistere tutti i loro passeggeri fornendo pasti e pernottamenti fin tanto che non sia loro messa a disposizione una nuova soluzione di viaggio. L’Aduc dal canto suo fa presente che il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto.

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