“La nostra città”, Reggio secondo Delrio


Pubblichiamo il testo completo della relazione del sindaco di Reggio Emilia (fonte: Ufficio stampa del Comune)."Ho invitato tutti voi che avete un ruolo pubblico, economico, sociale, amministrativo nel comune per proporvi una riflessione. Il nostro Paese è sempre in campagna elettorale, è vero, ma oggi non è l’inizio di una campagna elettorale: è invece un incontro di lavoro. Ciò che desidero proporvi è una riflessione sulla nostra città, con criticità e opportunità per il futuro. E’ una riflessione che vi propongo come Amministrazione comunale sulla situazione attuale e sulle azioni compiute ed è una prospettiva su obiettivi che la città può darsi e che possono essere raggiunti solo con il lavoro di tutti sulla base di scelte condivise.In questi anni abbiamo lavorato, insieme a imprenditori e forze sociali, rafforzando le competenze strategiche per uno sviluppo continuo e una migliore qualità di vita.Ho annunciato questo appuntamento, ricorderete, nel momento in cui la nostra comunità ha iniziato a cogliere i primi segnali di crisi. Ci stiamo occupando delle condizioni di famiglie e imprese, abbiamo già varato provvedimenti di aiuto sulla portabilità dei mutui, per il rafforzamento del fondo affitti e per sostenere anche chi si trova a dover fronteggiare la perdita del lavoro. Partecipiamo al tavolo anticrisi promosso dalla Provincia, con gli altri enti, imprese, sindacati, associazioni, per costruire altre azioni di aiuto da sostenere con i nostri bilanci.Oggi vorrei proporvi un contributo di analisi e di scenario che spero possa essere utile a tutti, su cui continuare a confrontarci nei prossimi giorni. l governatore europeo Trichet stima la ripresa al 2010. Il Fondo monetario ha spostato l’asticella più avanti. Tuttavia non possiamo stare ad aspettare e giocare in difesa perché la crisi può essere anche una spinta a pensare al futuro della nostra comunità. "Nessun vento è favorevole per chi non conosce il porto", diceva Seneca.  Da qui al 2010 o 2011 ci saranno giorni in cui trovare soluzioni, è vero, giorni in cui dovremo passare per scelte dolorose e inevitabili, ma ci saranno anche giorni in cui scegliere le direzioni da prendere e queste direzioni influenzeranno lo sviluppo dei prossimi anni.Non crediamo invece di aver bisogno di inventare molto a Reggio Emilia. Abbiamo certo bisogno di mettere a valore, abbiamo bisogno di consapevolezza delle nostre eccellenze e già questo è un plus importante. Abbiamo bisogno di evolvere e innovare, di darci strategie e obiettivi comuni, perché la dottrina economica ci insegna che i vantaggi non sono mai assoluti, ma relativi e comparati, e le eccellenze, per rimanere eccellenze devono essere in grado di trasformarsi e di cambiare. Questa è stata la storia del nostro territorio. E questa deve essere anche la storia di oggi, dei prossimi giorni e dei prossimi mesi.La ripresa ci sarà solo se sapremo rilanciare il nostro modello. Insomma, abbiamo bisogno delle eccellenze di tutti, che a Reggio sono moltissime e fanno la ricchezza del nostro tessuto, e abbiamo bisogno di mettere a sistema le competenze più illuminate e di lavorare insieme sugli obiettivi comuni. Se si dà questa ambizione Reggio non può avere paura della crisi. E può affermare che qui si possono costruire opportunità, anche dove le porte sembrano chiuse e i muri crollati. o abbiamo già fatto in momenti molto più difficili e i più anziani tra di voi se lo ricordano bene. Siamo lontani da quegli anni, ma non dobbiamo dimenticare la nostra storia, cioè cosa era Reggio Emilia nel dopoguerra, considerando che nel 1951 il censimento la registrava come “area depressa”, come una delle città più povere d’Italia, dove, anziché la ricostruzione, procedeva la deindustrializzazione, con circa 40mila disoccupati in provincia. E cosa è riuscita a diventare questa città, questa provincia, che intorno al 1960 a ravvisava i segni di un improvviso “miracolo economico”, trasformandosi in una tra le città più avanzate del paese e con il tasso di crescita più alto. E questo può essere testimoniato dall’ex sindaco Bonazzi, presente in platea. Questo accadde, e Renzo se lo ricorda bene, grazie alla forza e ai sacrifici di quella generazione, che ha saputo lavorare per i suoi figli e per la comunità, una generazione che mentre pensava al pane di ogni giorno, pensava anche alle scuole dell’infanzia per i bambini di tutti. Accadde grazie alla capacità di innovazione, alla creatività e all’iniziativa dei reggiani che dopo il fallimento delle OMI Reggiane riuscirono a passare dal modello di “una industria e una città” al modello ricco e dinamico di “molte piccole industrie e una città”.Guardiamo dunque di cosa è fatto oggi il nostro patrimonio, quello che abbiamo ricevuto come eredità e ciò che abbiamo ulteriormente sviluppato, guardiamo come lo possiamo investire per le generazioni future. Come dicevo prima Reggio Emilia non è una città di parte, è un’eccellenza. Se guardiamo le statistiche di sempre della qualità di vita delle città e province, vediamo che Reggio, pur con variazioni, è sempre nella fascia di eccellenza.(2) LE SFIDE DI OGGI – LA MISSIONE E LA VISIONE DI REGGIO EMILIA

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