La mutazione genetica


REGGIO EMILIA, 7 LUG. 2009 – Una mutazione genetica della società italiana. “E’ questa la conseguenza più grave del disegno di legge sulla sicurezza passato in Senato la settimana scorsa”. Sono le parole di don Giuseppe Dossetti, parroco della chiesa di San Pellegrino a Reggio Emilia ma più noto in città per le attività a stretto contatto con gli immigrati. Sua è stata l’idea di aprire un centro d’ascolto dedicato alle donne straniere, provenienti soprattutto dall’Est Europa, in cerca di un posto di assistente nella cura degli anziani. E Dossetti che lavora, attraverso il Ceis, anche col mondo della tossicodipendenza, la conosce bene la differenza che passa tra uno spacciatore e una badante. A non distinguere le due cose è invece una legge che tra pochi giorni, una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, sconvolgerà gli equilibri dell’intera società italiana.“Questa legge è un pasticcio” commenta Dossetti eufemisticamente parlando. Alla situazione confusa che ne conseguirà stanno cercando di mettere un po’ di argini alcuni parlamentari dell’area cattolica. “Ma dovevano pensarci prima – sbotta il don – che figura si fa fare a tutto il Paese?”. E’ infatti quasi incomprensibile l’atteggiamento da azzeccagarbugli dei politici che ci governano. Alcuni sostengono che la legge appena votata riguarda gli stranieri che devono ancora arrivare in Italia. In realtà “è una legge che spara nel mucchio”, chiarisce Dossetti sottolineando che il testo colpisce, eccome, anche coloro che sono già in Italia da diversi anni. Gente che, magari, ha pure versato dei contributi e che quindi contribuisce a pagare le attuali pensioni degli italiani. Con la crisi, anche i lavoratori regolari potrebbero perdere il posto e diventare "clandestini" e quindi fuori legge. Persone che lo Stato non vuole più sul proprio suolo e che se ne devono andare. Magari senza vedersi restituire nemmeno quanto trattenuto loro in busta paga per la previdenza.“La cosa che più mi preoccupa è proprio questo pericolo di imbarbarimento della società. L’esistenza di un testo di legge scritto nero su bianco può solo rafforzare dei sentimenti barbari, di paura, di pregiudizio”, continua don Dossetti avvilito nel constatare che la strada presa dal governo è di senso totalmente opposto ai principi dell’accoglienza. “Ha prevalso il ‘Tutti fuori’. Ma è impensabile realizzare una cosa del genere”.Un Paese che si trasforma in un safari, dove la polizia va a caccia di clandestini. “La polizia probabilmente non lo farà. Gli stranieri senza permesso di soggiorno sono troppi, non ci sono gli spazi in cui metterli. Ma la paura sulla pelle degli irregolari si fa sentire, c’è ed è un fatto”. Il controsenso è che a dormire sonni meno tranquilli sono gli stranieri che onestamente cercano di lavorare nel nostro paese. Per i delinquenti non c’è nessuna difficoltà in più, “loro puntano sul fatto che nessuno riesce a mandarli via, al di là del foglio di carta gli si consegna. E’ solo una minima parte quella degli stranieri che vengono espulsi dall’Italia”, spiega Dossetti. Anziché diminuire l’illegalità legata al mondo dei senza documenti, il disegno di legge sulla sicurezza l’aumenta. Così come aumenta le complicazioni per chi cerca di mettersi in regola. Senza contare il rischio di portare al collasso i sistemi, già ampiamente provati, della giustizia, delle forze dell’ordine e delle carceri. Un modo a dir poco controproducente per tentare di risolvere il problema dei flussi migratori. “Risolvere è una parola grossa, è difficilissimo. In Italia il problema dell’immigrazione è stato lasciato marcire. Ma già cercare di affrontarlo in maniera sensata sarebbe un passo avanti”, prosegue don Dossetti. “Innanzitutto c’è da sciogliere il nodo dell’impossibilità di poter entrare in Italia per motivi di lavoro”.A Dossetti chiediamo un giudizio su come si sono mosse le forze di opposizione all’indomani del passaggio in Senato del disegno legge. Da parte della Chiesa, ovvero dalla Conferenza Episcopale, si sarebbe aspettato una reazione meno timida e meno generica. Dall’opposizione parlamentare, invece, non si aspettava un gran che. Secondo Dossetti i partiti del centro sinistra non hanno ancora fatto i conti col loro peccato originale in termini di immigrazione: la legge Turco-Napolitano, il cui impianto è stato ripreso dall’attuale testo in vigore Bossi-Fini. Senza presa di coscienza degli errori passati, la sinistra può fare solo della demagogia: “Non è stata capace di elaborare un pensiero che tenesse insieme accoglienza e legalità. Anche per questo ha perso le elezioni”, conclude don Dossetti.

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