La moda emiliano-romagnola e la crisi del mercato russo


BOLOGNA, 27 GEN. 2009 – Una situazione drammatica quella che sta investendo il mercato del Fashion Retail in Russia. La definisce, così, senza mezzi termini Reinhard Döpfer direttore generale ITTM e partner di IGEDO company, uno degli analisti più autorevoli di questo settore, invitato da CNA Federmoda ad aggiornare le imprese del settore sugli esiti più recenti di questa crisi internazionale. L’incontro tenutosi ieri a Bologna promosso da CNA insieme a Regione Emilia-Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito di un progetto interregionale di collaborazione Italia – Russia per lo Sviluppo del Made in Italy, ha voluto fornire alle imprese una fotografia quanto più realistica della situazione attualmente in corso a Mosca. La crisi del calo dei prezzi di gas e petrolio, principale componente del PIL e della domanda nazionale ha fatto letteralmente crollare i consumi a partire, naturalmente, da quelli più effimeri legati alla moda, ai cosmetici, modificando i comportamenti dei consumatori. “C’è uno spostamento sull’acquisto di beni durevoli – spiega Dopfer – e si assiste al crollo dei prezzi anche dell’abbigliamento di fascia medio alta che oggi, a differenza che in passato si trova scontatissimo nei grandi magazzini multi-brand. È proprio il settore del fashion retail (le stesse grandi catene commerciali) a trovarsi in maggiore stato di sofferenza al punto che si parla di bancarotta per alcune di queste catene”. Il fenomeno più preoccupante è senz’altro legato al repentino e significativo calo degli ordinativi. Solo sei settimane fa la situazione appariva assolutamente diversa. Oggi, sostiene, Döpfer si parla di circa un 30% in meno di ordinativi e dunque delle vendite per i marchi europei che esportano in Russia,  un tasso elevato di cancellazione degli ordini, l’aumento dei resi di merce immotivati, così come la sofferenza e talvolta l’insolvenza nei pagamenti. Oggi il fornitore estero deve fare i conti con questa nuova situazione e decidere se fidarsi del proprio partner o invertire la strategia commerciale che finora lo aveva spinto Russia.Quel che è certo è che in un simile momento, le imprese emiliano romagnole del sistema moda che hanno investito su questo importante mercato – evidenzia Antonio Franceschini,  segretario di CNA-Federmoda – sono chiamate a rivedere, se necessario, la propria strategia di internazionalizzazione. E poichè è proprio nei momenti di crisi che bisogna cercare le nuove opportunità, le nostre imprese devono saper sfruttare questo momento per rivedere le proprie relazioni con le controparti russe. Il momento è propizio per migliorare il potere contrattuale nei confronti dei partner russi ed iniziare a lavorare su nuove forme di partnership commerciali più di lungo periodo, all’apertura di una fashion agency in Russia o all’avvio di progetti di franchising. I russi saranno certamente attenti a chi oggi deciderà di dargli credito ed è in considerazione di ciò ma, soprattutto, di quello che continuerà a rappresentare questo mercato (150 milioni di abitanti)  che le nostre imprese devono continuare ad investire”. CNA-Federmoda è stata tra le prime in Italia a comprendere le potenzialità del mercato russo, soprattutto per le piccole e medie imprese. “Siamo convinti – prosegue Franceschini – che così continuerà ad essere per coloro che lavoreranno su un business plan mirato ed adotteranno strategie di marketing consone a questa situazione. Ecco perché continueremo ad assisterle anche e soprattutto in questa fase così difficile. Siamo convinti che, una volta passata la crisi, le nostre imprese piccole e flessibili dovranno essere pronte per raccogliere i frutti del proprio lavoro. Come da molti anni a questa parte, CNA-Federmoda sta organizzando la partecipazione al Collection Premiere Moscow che si terrà  dal 24 al 27 febbraio 2009. Sarà la cartina di tornasole. Ci aiuterà a comprendere cosa sta succedendo, a curare i contatti con i partner russi e decidere sul da farsi”.

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