La meccanica torna ad assumere


Dalle imprese della meccanica e della subfornitura emiliano-romagnola, punto di riferimento per l’industria manifatturiera, arrivano importanti segnali positivi sul fronte occupazionale. Nella seconda metà del 2015, infatti, sono quasi 3 aziende su 10 (26,8%) a dichiarare di voler aumentare il numero dei propri dipendenti, mentre il 60,7% prevede di mantenerlo stabile: un dato positivo che si somma alle assunzioni fatte dal 28,6% degli imprenditori nei primi sei mesi dell’anno. Inoltre, anche l’attesa di crescita del mercato in cui operano nei prossimi 3 anni, segnalata dalla metà delle imprese, rappresenta un’ulteriore indicazione della visione favorevole degli imprenditori. Questo quanto emerge dall’Osservatorio MECSPE realizzato da Senaf in occasione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 17-19 marzo 2016), evento che darà la possibilità agli imprenditori di trovare prodotti all’avanguardia, tecnologie innovative, partner con cui sviluppare occasioni di business e soluzioni per migliorare la propria produzione. “I numeri emersi dall’Osservatorio MECSPE non fanno che confermare che ci troviamo di fronte a un mercato solido che sta ripartendo e lo fa puntando sul capitale umano. Un contributo è arrivato sicuramente dall’introduzione del Jobs Act, che è stato un accelerante, e che ha aiutato molte imprese nelle nuove assunzioni – afferma Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Ma se è vero che lo Stato ha creato i presupposti per favorire la crescita delle aziende, per fare la differenza, in un contesto sempre più competitivo, bisogna costantemente investire sulla formazione dei propri dipendenti.”

L’indagine sullo scenario, che riguarda in prevalenza aziende dell’Emilia Romagna con fatturati inferiori ai dieci milioni di euro (84,7%) e che occupano meno di 50 dipendenti (85%), evidenzia, infatti, ancora una volta, come i più soddisfatti dell’andamento della propria azienda siano gli imprenditori che hanno puntato sull’innovazione e sulla formazione. Sono oltre nove su dieci (90,7%) ad aver investito nel I semestre nell’aggiornamento dei propri dipendenti, e quasi uno su cinque (17,8%) aumenterà nella seconda parte dell’anno il budget dedicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, il 40,7% ha dedicato “fino a 10 ore”, il 18,5% “tra le 11 e le 20”, il 13% “tra le 21 e le 30” e “oltre le 31 ore” il 18,5%. “Seppur la situazione macroeconomica non mostri ancora una netta ripresa, le imprese della meccanica e della subfornitura dell’Emilia Romagna hanno fatturati in crescita e ordinativi adeguati alle esigenze finanziarie, il che porta gli imprenditori ad essere soddisfatti del proprio andamento aziendale. Soddisfatti ma alla continua ricerca di margini di miglioramento – prosegue Emilio Bianchi– Proprio per questo, si reinvestono ampie fatte di fatturato in asset strategici quali formazione e innovazione, cercando personale con competenze specifiche, in grado di fare la differenza, in un contesto che richiede specializzazione ed eccellenza nella produzione.” Il 59,2% si affida alle “Agenzie di ricerca del personale” ma anche la scuola è un punto di riferimento importante e in particolare gli “Istituti tecnici” (44,9%) e gli “Istituti/Scuole professionali” (28,6%). In misura nettamente minore le aziende si rivolgono agli “Uffici di collocamento” (12,2%) o scelgono di di pubblicare “Inserzioni” (10,2%). Per assecondare invece i flussi incostanti di lavoro e sopperire ai vincoli previsti dalle assunzioni sono sempre le “Agenzie interinali” i primi interlocutori delle imprese (47,9%) mentre il 20,8% sceglie “Prestatori d’opera occasionali”. Una quota alta (27,1%), invece, preferisce non assumere, un dato in linea rispetto alla rilevazione dello scorso anno.

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet