La meccanica fa i conti e si conta


“Quali scenari possibili per le nuove filiere della meccanica”: è questo il titolo del convegno nel quale saranno illustrati i risultati di una ricerca che ha coinvolto circa 300 imprese attive in Emilia Romagna, uno studio che ha preso in esame le trasformazioni intervenute in questi anni di crisi nelle strategie, nei prodotti, nell’approccio ai mercati e nelle competenze distintive delle imprese. L’appuntamento è fissato per mercoledì 23 settembre 2015 alle ore 9.00, presso il Museo del Patrimonio industriale di Bologna, in via Della Beverara 123. Saranno presentati i risultati della ricerca e, attraverso una tavola rotonda a cui parteciperanno esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e imprenditori, verrà attivato un confronto per definire le proposte politiche, servizi alle imprese e formazione in grado di sostenere le imprese del comparto meccanico in questa nuova fase di rilancio del sistema manifatturiero regionale. L’indagine è stata realizzata nell’ambito del progetto “Ricostruzione delle filiere di subfornitura della meccanica in Emilia-Romagna”, al quale collaborano Fondartigianato, EBER, CNA Emilia Romagna, Confartigianato Imprese Emilia Romagna, CNA Innovazione Area trasferimento tecnologico e innovazione di SIAER Scarl e Federimprese Emilia-Romagna Servizi. “Abbiamo deciso di contarci – spiega il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli – perché sapere chi siamo, quanti siamo e cosa facciamo è la base di partenza per mettere in campo le giuste azioni di rilancio della filiera meccanica, fiore all’occhiello della nostra economia. Questo studio sarà la bibbia che guiderà i nostri interventi e il contenuto delle richieste che faremo alle istituzioni per il sostegno di questo settore”. “Perché la subfornitura meccanica? – prosegue il Presidente di CNA Emilia Romagna Paolo Govoni – Perché la meccanica è il principale settore manifatturiero dell’Emilia Romagna, è un motore di crescita e un generatore di innovazione, e la subfornitura ne è uno dei pilastri portanti. Non esisterebbe l’eccellenza produttiva che caratterizza la nostra regione se non ci fossero migliaia di piccole imprese specializzate, innovative e con competenze al massimo livello. Questa ricerca ci mostra che trasformazioni sono avvenute nella filiera meccanica in questi anni di crisi e ci dà le basi per rendere più incisive le nostre proposte alle istituzioni per politiche che rendano protagoniste anche le micro e piccole imprese del rilancio della manifattura dell’Emilia Romagna.”

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