La matricola Cesena guarda tutti dall’alto


CESENA, 20 SET. 2010 – Era esattamente dal 12 ottobre 1975, dopo aver vinto per 2-0 contro la Roma, che Cesena non guardava dall’alto in basso l’intera Italia del pallone. Solo che 35 anni fa si era alla seconda giornata del campionato, ora invece ne sono state disputate tre e la neopromossa squadra bianconera è di nuovo prima in classifica, in vetta alla serie A. In città le bandiere si sono moltiplicate sui balconi delle case, davanti ai ritrovi storici del tifo sono invece diventate più grandi. Allo stadio prima e dopo la partita si suona "Romagna capitale": i 10.924 abbonati – record di tutti i tempi, ovviamente – si spiegano anche così, con un’atmosfera speciale figlia di una città che ha la sua squadra di calcio da sempre nel dna e reduce da due promozioni di fila. Ora c’è addirittura il primo posto insieme all’Inter a surriscaldare un ambiente che resta però sempre ancorato al terreno. La praticità e la sostanza infatti sono figlie di questa terra. E il presidente Igor Campedelli viaggia subito in questa direzione, senza fatica."Noi primi in classifica insieme all’Inter?. Certo, è così ma è meglio dire che abbiamo raccolto sette punti per la salvezza, per raggiungere quota quaranta. E soprattutto sono punti meritati, legittimi, figli del grande spirito della squadra: serena ma determinata, così come è la nostra società nel lavoro quotidiano, di programmazione". Poi torna sull’episodio che avrebbe potuto cambiare la partita con il Lecce: lo scambio di persona che al 36′ del primo tempo ha portato l’ arbitro Rocchi (ancora peggio il suo assistente Liberti che era a pochi passi) a scambiare il difensore giapponese Nagatomo (che ha commesso fallo su Munari) per capitan Colucci già ammonito. Così il centrocampista è stato espulso per doppia ammonizione lasciando la squadra in dieci. "La nostra forza è stata quella di reagire senza scomporci a quell’episodio, come se nulla fosse accaduto – dice il presidente -. Anzi è scattata la molla, in dieci abbiamo giocato ancora meglio. Ogni giorno resto meravigliato dallo spirito, dal carattere di questa squadra nel lavoro al campo. Qui c’è una volontà incredibile, una forte comunione di intenti. Ed è così da oltre due anni: squadra, città e pubblico poi viaggiano in simbiosi, un’amalgama speciale, vincente. Siamo sereni ma determinati, così viviamo il nostro storico primato in A o meglio i sette punti in meno per salvarci". Intanto tra i molti elogi ci sono quelli speciali per Emanuele Giaccherini: "Prandelli è alla ricerca di nuovi talenti – ribadisce l’allenatore Massimo Ficcadenti -. Lui è poco conosciuto al pubblico di A, ma ha qualità importanti. Non credo che sarebbe una bestemmia se il ct lo convocasse. E’ un ragazzo serio, che merita e se si confermerà nelle prossime partite credo che potrà aspirare ad arrivare in azzurro". Per il Cesena sono stagioni da incorniciare: per il terzo anno guada tutti dall’alto: dopo due promozioni dalla serie C1 e dalla serie B ora il primato in serie A che entusiasmo i tifosi. Dopo il tutto esaurito (lo stadio Manuzzi ha una capienza di 23.900 posti) con il Milan, ecco quindicimila presenze contro il Lecce.Il pubblico qui corre allo stadio; era così la scorsa stagione in B (8.175 abbonati record della società stracciato poi in questa stagione) e domenica verso la fine della gara cori di gioia per il giapponese Nagatomo che brucia l’erba quando scende sulla sinistra. "Yuto, Yuto" gridava la Curva Mare scandendo il nome del giocatore che prima non ha capito e poi ha intuito che quel coro era diretto a lui ed è rimasto sorpreso e felice. Poi a fine match un vezzo che in Prima Divisione e in B ultimamente era diventato quasi abitudine ma in A sa solo di favola: il coro rivolto a tutto il Manuzzi "Salutate la capolista"

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