La marcia turca di Fincuoghi fa un altro passo


©Trc-Telemodena19 LUG. 2011 – Una volta si diceva “Mamma li turchi” e i feroci saraceni erano la rappresentazione stessa della paura, fermati alle porte di Vienna dal prode condottiero pavullese Raimondo Montecuccoli. Ora, invece, il loro arrivo è salutato con trepidazione e speranza, come nel caso dei lavoratori del gruppo Fincuoghi, da tempo in amministrazione controllata. Miracoli del mondo globalizzato e della crisi economica.Kale Italia, braccio operativo delle industria ceramica turca Kale, quarto gruppo mondiale del settore, ha ieri ufficialmente firmato il contratto di affitto del ramo aziendale delle industrie Fincuoghi relativo al sito produttivo di Borgotaro e ai magazzini, alla logistica e agli uffici amministrativi di Sassuolo e Fiorano. Il primo passo verso la definitiva acquisizione, nel caso in cui il concordato venga approvato dal tribunale, che garantirà la salvaguardia di tutti i 261 posti di lavoro, come stabilito dagli accordi raggiunti con i sindacati. “La produzione riprenderà subito”, ha assicurato ieri a Bologna, la presidente del gruppo Kale, che ha poi assicurato il massimo impegno per il rilancio del marchio Fincuoghi sul mercato, anche attraverso nuovi prodotti. Turchi e Svizzeri.Sempre ieri Fincea ha ceduto Technokolla alla Sika, la multinazionale che produce e commercializza prodotti chimici per l’edilizia. “L’operazione – ha spiegato Graziano Verdi – fa seguito alla recente integrazione industriale fra GranitiFiandre ed Iris Ceramica, con l’obiettivo di concentrarci sul nostro core business e contestualmente sviluppare sinergie con un’azienda leader mondiale come Sika”.

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