La Manodori chiede soldi (a Telereggio)


28 GEN. 2010 – Il 5 giugno dell’anno scorso, a due giorni dalle elezioni comunali a Reggio, il consiglio di Amministrazione della Fondazione Manodori, guidato dalla candidata a sindaco Antonella Spaggiari e dal vice presidente Massimo Mussini, chiese a Telereggio un risarcimento di almeno 325mila euro per due termini usati da Gabriele Franzini in un commento sul bilancio 2008: escamotage e furbetto. Questa mattina in Tribunale, davanti al giudice dott. Rat, prima udienza della causa civile intentata dalla FondazioneIl servizio incriminato evidenziava il fatto che nel bilancio 2008 della Fondazione Manodori i titoli Unicredit, Enia ed Enel acquistati negli ultimi anni non erano stati contabilizzati con gli stessi criteri utilizzati nei sette precedenti bilanci. Per la prima volta essi venivano registrati al valore d’acquisto e non a quello di mercato, significativamente più basso. Ciò consentiva ad Antonella Spaggiari, nella primavera scorsa, di vantare la chiusura di uno dei bilanci più positivi degli ultimi anni.Nel commentare questo nuovo criterio scelto dal cda, il direttore di Tg Reggio Gabriele Franzini parlò di escamotage contabile e di bilancio furbetto: due termini ai quali i vertici della Manodori risposero una settimana dopo con l’avvio della causa civile. I 325 mila euro richiesti (come minimo, dice la citazione) riguardano tutte e sole quelle due parole, perchè la denuncia non contesta i dati e i resoconti forniti da Franzini: contesta solo la presunta incontinenza del commento. 325mila euro. Facendo la media: 162.500 euro per l’escamotage, e 162.500 euro per il furbetto.A risponderne sono stati chiamati lo stesso Franzini, autore degli articoli, difeso dall’avvocato Benassi, il legale rappresentante di Telereggio, Paolo Bonacini, e la società editrice Comunicare spa, proprietaria della emittente, rappresentati dall’avvocato Marconi. Nel corso del 2009 è cambiato il consiglio di Amministrazione della Manodori, con l’uscita della Spaggiari e di Mussini, sostituiti nei ruoli di Presidente e Vice presidente da Borghi e Carbognani. E’ cambiato anche il Consiglio Generale della Fondazione, ma sulla causa intentata a Telereggio dal vecchio cda nessun cambio di rotta. E così questa mattina, davanti al giudice dott. Rat, si è svolta la prima udienza, alla presenza del legale dello studio Bassi e Terzi che rappresenta la Fondazione. Il giudice, sentite le parti, ha aggiornato l’udienza al 10 giugno prossimo, quando verranno discusse le eccezioni preliminari. Siamo solo all’inizio ma un fatto è certo: il prezzo richiesto per quello che noi riteniamo un legittimo diritto di critica è di 162.500 euro a parola. Un bel record per la piccola Reggio Emilia.

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