La lunga lotta della Cgil


REGGIO EMILIA, 10 MAR. 2009 – Con una conferenza stampa nella sede reggiana della Camera del Lavoro Territoriale, la Cgil ha illustrato oggi le motivazioni che sono al centro dello sciopero in programma mercoledì 18 marzo. La protesta rientra nella lunga e complessa fase di mobilitazione successiva all’accordo separato del 22 gennaio 2009, che ha già visto scendere in piazza Fp e Fiom lo scorso 13 febbraio e lo Spi il 5 marzo e che si concluderà con la Grande Manifestazione nazionale indetta al Circo Massimo, a Roma, il 4 aprile 2009.LO SCIOPEROLo sciopero nazionale del 18 marzo coinvolgerà per l’intera giornata la Scuola Statale e non Statale, l’Università e l’Alta Formazione Artistica e Musicale. Inoltre, si asterranno dal lavoro per 4 ore gli Enti di Ricerca e Formazione Professionale e diversi settori dell’industria, artigianato e agricoltura. Una presa di posizione che vuole rappresentare innanzitutto una risposta ai tagli del Governo sugli organici dei docenti e del personale ATA, la limitazione della libertà di insegnamento, la destrutturazione del contratto nazionale di settore. Ma che vuole anche far riflettere sulla condizione dei precari dentro la crisi, dato che proprio le lavoratrici e i lavoratori che non hanno un rapporto di lavoro stabile sono state le prime vittime della grave recessione in atto.I dati nazionali parlano di diverse decine, se non di centinaia di migliaia di precari a rischio nel Pubblico Impiego, nella Scuola e Università nel 2009. La Cgil nazionale ne ha stimati 400.000. Mentre sappiamo che tantissimi degli oltre tre milioni di lavoratrici e lavoratori che – guardando all’insieme dei settori pubblici e privati – non hanno un rapporto di lavoro stabile rischiano di non vedere rinnovato il contratto di lavoro, la missione, o il rapporto di collaborazione nei prossimi mesi. Per molti di questi già ora la condizione è quella di disoccupati.Il sindacato ribadisce quindi la necessità di determinare misure urgenti di copertura del reddito contro la disoccupazione per chi ha un rapporto di lavoro precario e la altrettanto urgente necessità di procedere a una riforma organica degli ammortizzatori sociali, a partire della linee che erano state condivise con il precedente Governo, contenute nel Protocollo sul Welfare del 2007. Per quando riguarda il reperimento delle risorse necessarie, la Cgil ha avanzato, nelle scorse settimane, diverse proposte: dalla possibilità di una maggiore tassazione temporanea dei redditi oltre i 150.000 euro, al ripristino delle misure in materia di lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Viceversa, non è ritenuto accettabile che si ricorra a misure di peggioramento del welfare o delle attuali normative in materia di previdenza, facendo in questo modo pagare la crisi due volte alle lavoratrici e ai lavoratori.A REGGIOA Reggio Emilia è previsto un presidio delle categorie coinvolte nello sciopero davanti alla Prefettura, a partire dalle ore 9.30 del 18 marzo. La condizione delle migliaia di lavoratrici e lavoratori interessati dal ricorso agli ammortizzatori sociali è infatti precaria e incerta anche nella nostra provincia. I dati di febbraio e le proiezioni sul mese di marzo indicano ormai in 17-18.000 il numero di persone e in 330 il numero di imprese che hanno adottato il CIGO o il CIGS, ovvero il Contratto di Solidarietà o Mobilità.La Regione ha stimato inoltre in 109.000 i lavoratori con contratto a termine che vedranno il rapporto di lavoro scadere entro il 2009. La grande maggioranza di questi è a rischio di mancato rinnovo del contratto. Sicuramente una percentuale non inferiore al 10% di questi rapporti di lavoro a termine interessano la nostra provincia.Questo dato va messo in relazione alle stime dei Centri per l’Impiego di Reggio Emilia sull’aumento delle iscrizioni di disoccupati e ai dati forniti nei giorni scorsi dal Patronato Inca-Cgil sull’aumento esponenziale delle domande di disoccupazione ordinarie e a requisiti ridotti.Nel settore della Scuola, invece, la perdita di posti di lavoro nel solo 2009 è valutata in 229 docenti e 109 personale ATA.Per tutti questi casi Cgil Reggio Emilia non ha trovato adeguate risposte da parte del Governo. La trasformazione in legge del Decreto 185 – cosiddetto “anti-crisi” – non ha fornito alcuna soluzione concreta. Lo stesso accordo Governo-Regioni, in materia di ammortizzatori sociali, rende ancora del tutto aleatorie le possibili misure di intervento per queste tipologie di rapporti di lavoro. E i parasubordinati, ovvero i collaboratori, sono di fatto tuttora esclusi dalle previsioni di tutela.LA CONSULTAZIONENell’ambito della mobilitazione indetta dal sindacato, è iniziata da una settimana anche una campagna di consultazione dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, che si concluderà il 27 marzo. “Io voto, io conto” è lo slogan scelto per consentire a tutti questi soggetti di esprimere il proprio giudizio sull’accordo separato sul modello contrattuale.Sono previste assemblee in tutti i luoghi di lavoro e nel territorio. Nella sola provincia di Reggio Emilia sono in fase di programmazione circa 1.900 incontri. Verranno inoltre allestiti seggi aziendali e territoriali per consentire l’espressione del giudizio sull’accordo attraverso il voto segreto, con le stesse modalità dell’ultimo Referendum svolto nel 2007 sul Protocollo-Welfare.La Cgil ha più volte richiamato, nelle ultime settimane, le profonde ragioni di dissenso che hanno portato il sindacato a scegliere di non firmare l’intesa di Palazzo Chigi .E con questa straordinaria consultazione si vuole ribadire il principio che non è possibile firmare accordi che incidono sulla condizione dei lavoratori senza una effettiva consultazione democratica degli stessi.

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