La lotteria dei permessi fa il pieno di click


BOLOGNA, 31 GEN. 2011 – "Questa mattina, in circa 24 secondi si è consumata la graduatoria del decreto flussi: siamo alla roulette russa". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil con delega all’immigrazione e alle politiche sociali, ha commentato i primi dati sul click day. "Il sito del ministero dell’Interno – spiega Lamonica – ha ricevuto 335 mila registrazioni e 302 mila click d’invio della domanda. Il che vuol dire, se non ci saranno registrazioni dell’ultima ora, che per gli altri due click day ci saranno soltanto 33 mila domande circa a fronte di 46 mila offerte teoriche, che noi avevamo già annunciato come un vero e proprio bluff". In prevalenza, i datori di lavoro hanno inviato richieste per colf e badanti (208mila), mentre quelle per lavoratori subordinati sono state 85mila.Anche questura e prefettura di Bologna sono impegnate nelle procedure. "Bologna è organizzata con un lavoro di respiro nazionale completamente informatizzato – ha spiegato il questore Luigi Merolla – quindi non c’é necessità di un assetto particolare da parte di strutture operanti nella nostra provincia. Ovviamente sono allertate sia la prefettura sia la questura – ha proseguito – in particolare per fornire le risposte indispensabili a far sì che venga valutata positivamente la richiesta di soggiorno da parte dei cittadini stranieri interessati, che devono avere il nulla osta da parte della questura, sempre per via telematica, dopo avere verificato se gli stessi hanno precedenti ostativi o meno".Il via libera all’invio, tramite la procedura disponibile sul sito del ministero dell’Interno, c’é stato alle 8 in punto. Nei primi secondi utili, fanno sapere al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale, c’é stato il "boom", con la ricezione di oltre 100mila domande. La velocità è infatti fondamentale, visto che a venire accolte saranno le domande arrivate prima a destinazione. Nonostante il gran numero di invii, sottolineano al Dipartimento, non ci sono stati problemi e il cervellone messo a punto dal ministero ha funzionato senza interruzioni o ritardi. Alle 12, in sole 4 ore, erano però arrivate già 293 mila richieste. Sarà poi il ministero del Lavoro ad attribuire territorialmente le quote a livello provinciale. Le domande andranno quindi, per il parere, alla direzione provinciale del lavoro ed alle questure. Sulla base di queste valutazioni lo Sportello unico per l’immigrazione rilascerà il nulla osta al datore di lavoro. Il lavoratore straniero, da parte sua, dovrà andare nella rappresentanza diplomatica italiana del suo Paese a ritirare il visto per entrare in Italia ed avere il permesso di soggiorno. Ci vorrà del tempo per esaminare tutte le domande e ripartire le quote. Basti pensare che non è stata ancora completata l’ultima sanatoria destinata a colf e badanti del settembre 2009: su 295 mila domande arrivate, ne sono state definite ad oggi circa 250 mila. Gli altri due click day sono in programma per mercoledì 2 febbraio e giovedì 3 febbraio, sempre alle 8. Dopodomani sarà possibile inviare le domande relative solo a colf e badanti di nazioni differenti da quelle di oggi (30mila i posti in palio). Giovedì 3 febbraio l’ultima scadenza, destinata alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale di 11mila permessi per studio, tirocinio, lavoro stagionale ed altre tipologie, nonché all’ammissione di 4mila extracomunitari che abbiano completato programmi di formazione nel Paese di origine.Critiche all’iniziativa arrivano comunque non solo dalla Cgil. "Gli avvenimenti di oggi dimostrano che il sistema ‘lotteria’ che caratterizza i decreti flussi è inadeguato a rispondere alla necessità di un governo vero del fenomeno migratorio – ha detto il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy – Bisognerebbe rivedere il meccanismo dei decreti flussi, cercando strumenti più funzionali di incontro tra domanda e offerta di lavoro". E anche il il presidente Sei Ugl, Luciano Lagamba dice che "i problemi dell’immigrazione non possono essere risolti con il ‘click day’". Questo tipo di politica è insoddisfacente, perché la quota di regolarizzazioni previste é troppo bassa per poter rispondere alle aspettative dei sempre più numerosi lavoratori immigrati e dei datori di lavoro che richiedono manodopera straniera".

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