La londinese Abf vuole Acetum spa


Associated British Foods (Abf), quotato al London Stock Exchange, annuncia l’accordo per l’acquisizione di Acetum spa, principale produttore italiano di Aceto Balsamico di Modena Igp (Indicazione Geografica Protetta), con sede a Cavezzo. Cesare Mazzetti rimarrà presidente, Marco Bombarda direttore del business. I marchi di Acetum includono Mazzetti, Acetum e Fini. Acetum produce anche glasse balsamiche, aceto di vino e di mela e ha realizzato nel 2016 vendite per 103 milioni in oltre 60 paesi. Il completamento dell’operazione è al vaglio Antitrust in Germania e in Austria.

“Ci auguriamo che il cambiamento di proprietà da mani italiane a mani estere non significhi lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima a danno dei coltivatori dell’Emilia Romagna che offrono il prodotto agricolo di più alto standard qualitativo”. È il commento del presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, alla notizia che  Associated British Foods (Abf), quotato al London Stock Exchange, ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione di Acetum Spa, principale produttore italiano di Aceto Balsamico di Modena Igp (Indicazione Geografica Protetta).

Di diverso avviso il Consorzio. “Un segnale di fiducia da parte del mercato che evidentemente riflette la salute e l’attrattività del settore dell’aceto balsamico di Modena”. Con queste parole Federico Desimoni, presidente del Consorzio tutela aceto balsamico di Modena, commenta l’acquisizione di Acetum spa da parte del colosso britannico Associated British Food plc (Abf), che opera nel settore del food con vendite per oltre 13,4 miliardi di sterline e 130mila dipendenti in 50 paesi. “Abbiamo appreso la notizia dall’informazione e non conosciamo i dettagli, ma – prosegue Desimoni – in linea generale rileviamo un dato interessante. Infatti, nel contesto produttivo Italiano, segnato spesso da logiche di delocalizzazione, l’aceto balsamico di Modena ed il suo territorio esprimono una dinamicità ed una potenzialità tali da invertire questo trend provocando il fenomeno inverso: una vera e propria ‘localizzazione’, un fenomeno capace di coinvolgere aziende nel tessuto produttivo locale contribuendo così allo sviluppo dell’economia reale del territorio stesso e – termina Desimoni – dell’intero Paese”.

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