La lista si allunga


BOLOGNA, 21 DIC. 2010 – Stando alle prime informazioni, sarebbe stato colpito dalla benna di una ruspa in movimento, che lo ha ucciso sul colpo. Così è morto stamattina un operaio straniero di 43 anni, coinvolto in un incidente sul lavoro avvenuto poco dopo le 11 in un cantiere edile in via Fossa Cava, zona Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. Per i rilievi sono intervenuti la polizia e la medicina del lavoro dell’Ausl.Si rinnova così la sciagurata tradizione delle morti bianche, con un nuovo nome che si aggiunge alla lista troppo lunga di chi perde la vita facendo il proprio lavoro. Per un macabro scherzo del destino, succede proprio nel giorno in cui riprende a funzionare la linea 2 del termovalorizzatore Hera di Quarto Inferiore, alle porte di Bologna, che era stato sottoposto a sequestro dal pm Antonello Gustapane dopo l’incidente sul lavoro che era costato la vita il 2 dicembre a Marco Tarabusi, dipendente della multiservizi impegnato nella manutenzione dell’impianto. A disporre il dissequestro lo stesso Gustapane su richiesta dell’avvocato Guido Magnisi che assiste Hera. "Con una certa tempistica – ha detto Magnisi – si è riusciti a salvaguardare le esigenze della comunità senza creare problemi per l’igiene e la salute pubblica. Sono stati fatti tutti gli accertamenti per approntare meccanismi di ulteriore sicurezza che hanno permesso il riavvio". L’inchiesta del pm è contro ignoti e ipotizza l’omicidio colposo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet